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AMBIENTE

100 sacchi di immondizia raccolti sulla spiaggia del Canarìn

Una trentina di volontari di Plastic Free Onlus, alcuni locali e molti provenienti da Ferrara e dell'Alto Polesine, hanno risposto all'appello nella frazione di Polesine Camerini (Rovigo)

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PORTO TOLLE (Rovigo) - Domenica 25 ottobre 2020 si è tenuto l'evento di pulizia della spiaggia del Canarìn, una lingua di sabbia di quasi tre chilometri di lunghezza a metà tra l'omonima laguna e il mare Adriatico, nel territorio di Porto Tolle, più precisamente nella frazione di Polesine Camerini. Una trentina di volontari di Plastic Free Onlus, alcuni locali e molti provenienti da Ferrara e dell'Alto Polesine, hanno risposto all'appello del referente regionale Riccardo Mancin, portotollese doc, che da mesi ha avviato un percorso di pulizie nel delta veneto del Po, con l'obiettivo di sensibilizzare sempre più sulla tematica ambientale e sul problema della plastica. "Come dico sempre non si tratta solo di pulire, di recuperare rifiuti - spiega Mancin - L'azione di togliere un rifiuto è importante e virtuosa, non dimentichiamo che quel materiale, una volta tolto, non ci sarà più. Siamo però consapevoli che non potremo risolvere noi il problema. L'obiettivo è sensibilizzare, fare in modo che sempre più persone siano invogliate ad agire per il bene del pianeta e che questa voglia non si fermi alle due ore dell'appuntamento di raccolta." 

Il gruppo è stato traghettato sulla spiaggia grazie all'imbarcazione di Edoardo Cacciatori, che rappresenta la nuova generazione di una famiglia che da sempre rappresenta un punto di riferimento per le escursioni e la promozione turistica nel delta. Cacciatori ha generosamente offerto il supporto alla raccolta facendo la spola per tutto il tempo di durate dell'evento, portando i rifiuti sulla terraferma sino al punto di raccolta predefinito con Ecoambiente. "Sull'isola abbiamo trovato una situazione pesantissima - commenta amaramente Mancin - C'era talmente tanto materiale da riempire un sacco in pochi secondi. In totale oltre 100 i sacchi recuperati. Come sempre lo scarto del materiale ittico a farla da padrone, con reti, polistirolo e boe. Non va bene, la pesca deve rivedere tante cose altrimenti morirà. Poi tanto vetro, gran parte stranamente di origine ospedaliera e tantissima plastica, una vera piaga. E' inaccettabile il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli, non si può più chiudere gli occhi." 

Ora le raccolte di Plastic Free Onlus subiscono una battuta d'arresto per via del nuovo Dpcm Anti Covid ma l'obiettivo è comunque continuare in sicurezza, con piccole pulizie individuali. "Purtroppo dobbiamo fermarci. Dopo il lockdown abbiamo ribaltato la penisola e ora, aldilà del decreto, ci sembrava doveroso e di buonsenso non rischiare e far rischiare nessuno. - conclude Mancin -  Riprenderemo più forti e consapevoli ma, nel frattempo, chi lo desidera può continuare a fare qualche pulizia in tutta sicurezza, individualmente, nel luogo di residenza. Perchè mollare non è contemplato e fin che possiamo noi la nostra parte la faremo sempre."

Articolo di Lunedì 26 Ottobre 2020

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