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CHIUSURE CORONAVIRUS

La libertà negata di poter lavorare. In centinaia manifestano in Piazza a Rovigo [VIDEO]

Esplode la protesta contro l'ultimo Dpcm del governo di Giuseppe Conte che prevede le chiusure alle 18 di bar e ristoranti oltre allo stop forzato di teatri, cinema, palestre, piscine

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ROVIGO - In centinaia si sono ritrovati in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo per far sentire la propria voce: "Vogliamo lavorare", "Vergogna, fateci riaprire", "Libertà di lavorare", sono stati gli slogan più ricorrenti tra il popolo dei manifestanti che hanno risposto all'appello lanciato in mattinata via social.

I sentimenti più diffusi tra i partecipanti sono quelli di essere solo all'inizio di un percorso progressivo di strette che porteranno, prima del prossimo 24 novembre, ad una proroga o piuttosto un maggiore inasprimento delle misure da parte del governo, ma anche frustrazione, discriminazione, poca attenzione verso settori oggettivamente più danneggiati, rispetto ad altri che invece continuano ad operare, come per esempio i centri commerciali.



IL TESTO INTEGRALE DEL NUOVO DPCM IN VIGORE DA LUNEDI' 26 OTTOBRE FINO AL 24 NOVEMBRE
La chiusura parziale fa arrabbiare i titolari delle palestre, delle piscine, presi in giro da un percorso di sanificazione, a loro carico, sancito dalle numerose ispezioni dei Carabinieri del Nas che, nella stragrande maggioranza dei casi, non hanno rilevato alcuna osservazione in merito alla sicurezza dei locali e dei protocolli seguiti per l'incolumità dei propri utenti. "Perchè lo abbiamo fatto? per farci spendere soldi per una settimana, darci l'ok venerdì o sabato scorso per non poter aprire oggi che è lunedì?" si chiedono i presenti.

Il sindaco Edoardo Gaffeo non ha partecipato alla manifestazione, ma tramite il vicesindaco Roberto Tovo e l'assessore al commercio Patrizio Bernardinello, ha fatto arrivare ad una delegazione di manifestanti il proprio messaggio a seguito delle disposizioni contenute nel nuovo Dpcm.

L'applicazione della legge – ha affermato il sindaco Gaffeo -, è un compito altissimo e imprescindibile dell'amministrazione. In una fase delicata come l'attuale non è possibile tuttavia sentirsi indifferenti al grido d'aiuto proveniente da tutte le categorie economiche e produttive a cui, in nome del perseguimento della salute pubblica, è richiesto un sacrificio pesantissimo. L'auspicio è che  il giusto ristoro da parte dello Stato giunga in tempi rapidi.
L'impegno, come amministrazione, è quello di fare tutto quanto in nostro potere per aiutarvi
”.



Durante la salita a palazzo Nodari la rabbia dei presenti non è scemata tanto che i 400 manifestanti si sono organizzati in un estemporaneo corteo, non previsto, lungo il Corso del Popolo, con ovvi disagi per una circolazione stradale non preparata alla cosa, tanto che si è arrivati alle mani con una coppia di operai all'interno di un furgone, che hanno mal digerito il blocco forzato da parte del corteo. Il celere intervento della Polizia di Stato, guidato dal questore Raffaele Cavallo, presente sul posto, ha evitato il degenerare di una situazione potenzialmente esplosiva.
Articolo di Lunedì 26 Ottobre 2020

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