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IRAS ROVIGO

Ultima chiamata per l'Iras. Entro Natale i sindacati pretendono una risposta dal Comune di Rovigo

Se si dovesse rescindere il contratto in essere per Casa Serena perderebbe tutta la città, 100 letti per anziani persi, riduzione degli addetti e mancata risposta socio assistenziale pubblica da parte della casa di riposo più grande della provincia

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ROVIGO - Davide Benazzo per Cgil Funzione pubblica, Franco Maisto per Cisl, Cristiano Pavarin dalla Uil considerano l'Iras prossimo al bivio: o si conclude il trasferimento di proprietà a beneficio di Ater, incassando per il tramite del Comune di Rovigo 2 milioni di euro, o la Regione potrebbe rescindere il contratto di servizio per Casa Serena per bilanci non più sostenibili.

"Dopo ben quattro anni di commissariamento regionale della più grande Rsa del Polesine, dalle rappresentanze sindacali collegate in videoconferenza col nuovo commissario nominato dalla Regione del Veneto, Avvocato Ezio Zanon, sono emerse forti preoccupazioni per il futuro prossimo dell’Iras, cuore dei servizi socio assistenziali di Rovigo in bilico per via di bilanci non floridi.

L’immobilismo che ha caratterizzato il rapporto fra gestione commissariale Iras e sindaco del Comune rischia di portare ad una bolla di sapone il corposo progetto di investimenti che, per il tramite di Ater avrebbe portato dalla Regione circa 2 milioni di liquidità oggi più che mai fondamentali per il risanamento dell’Ente che versa a causa di forti indebitamenti passati, con una certa criticità finanziaria per via dei mutui accesi.

Il danno per la città di Rovigo è al momento incalcolabile ma di proporzioni tali che, specie in questo contesto socio economico rischierebbe di portare ad una condizione tale da svuotare il territorio di una risorsa di servizi che da decenni offre qualità e presenza ai più anziani.
“Si è paventato quello che mai avremmo voluto sentire - evidenzia il segretario generale della Cgil di Rovigo Davide Benazzo - che a fronte di una mancata decisione chiara da parte dell’amministrazione comunale che vada nel senso di marcia del progetto regionale di risanamento delle casse dell’Iras attraverso l’intervento mirato di Ater, di una possibile rescissione del contratto con il Comune. Questo comporterebbe lo svuotamento dei servizi offerti da Casa Serena e la conseguenza chiusura dello stabile. Oltre 100 posti letto persi, senza contare il ridimensionamento dell’organico. Sempre nell’ottica di proseguire con positività, cercheremo di unire le forze perché questo non avvenga. Non si tratta di un contesto semplice e su questo lavoreremo con tenacia”.

Sul punto il commissario Ezio Zanon è stato molto chiaro, il tergiversare con le ipotesi più varie da parte del Comune non ha favorito il proseguimento dell’iter del progetto, ma di fatto lo ha incuneato in un limbo molto pericoloso dove a rischiare sono i lavoratori e le loro famiglie.

“Di una cosa siamo pienamente certi, perdere il lavoro in questo momento significa mettere in difficoltà decine di professionisti oss, infermieri, personale delle pulizie, non perché ci sia una crisi del settore, bensì per un “gioco” politico poco consono di questi tempi - sottolinea il segretario generale della Uil Cristiano Pavarin che continua - le forze politiche in campo sia del Comune che della Regione pur di colore diverso devono stringersi attorno alla città e proseguire un progetto che ormai tutti conosciamo, solo investendo soldi sull’Iras si potrà avere un ritorno per tutta la città: i posti di lavoro sono la linfa di una comunità, se si perderanno non ci saranno vincitori ma solo vittime, i disoccupati”.

Un vero e proprio paradosso quello che si presenta a Rovigo: da oltre due anni vi è un progetto che è cucito su misura per il rilancio della grande e storica casa di riposo che conta numeri di tutto rispetto: oltre 300 ospiti mensili residenti di media, circa 200 lavoratori diretti più l’indotto per un coinvolgimento di servizi socio assistenziali di cui la comunità di Rovigo avrà sempre più bisogno per via dell’allungamento del tenore di vita: su queste basi sono pronti i soldi e le linee di azione per il potenziamento della struttura con un beneficio di ampio respiro.

“La situazione ci preoccupa non poco e si dimostra come la desertificazione dei servizi pubblici parta proprio dalla mancata visione di medio e lungo periodo della politica, più interessata a volte a proclami e promesse e meno ai temi più concreti, come attrarre fondi economici che da soli risolverebbero una buona parte dei problemi dell’Iras che di fatto sta gestendo gli ultimi bilanci con buoni risultati - sottolinea Franco Maisto della segreteria Cisl che continua - crediamo che i lavoratori e molti di loro anche da precari stanno dando il massimo per garantirsi uno stipendio a fine mese non possano essere dimenticati dalla politica. I consiglieri comunali, gli assessori, sindaci e altri rappresentanti delle Istituzioni devono guardare i loro volti, quelli degli operatori socio sanitari e degli infermieri che ogni giorno stanno con i loro anziani, con la speranza di avere anche loro un futuro”.

Ad oggi le parti: commissario e amministrazione comunale sembrano distanti, il tempo è poco circa un mese e mezzo, dopo si potrebbe passare al piano B: dismissione di Casa Serena con effetti drammatici per tutta la città.

“Non vogliamo e non possiamo pensare di assistere impotenti di fronte a questa situazione, chiederemo un incontro urgente con sindaco e commissario perché la sicurezza dei posti di lavoro non è un agone politico ma una tutela che tutti gli interlocutori si devono impegnare a garantire e proteggere” – concludono Benazzo, Maisto e Pavarin.
 
Articolo di Mercoledì 28 Ottobre 2020

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