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OSSERVATORIO MOBILITA' E SICUREZZA

Il 72,9% dei veneti considera l’auto il mezzo più sicuro per i propri spostamenti e continuerà a usarla anche quando si raggiungeranno zero contagi e arriverà il vaccino

L’80,3% desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera con autoveicoli sicuri ed ecologicamente puliti, solo il 12,8% punta sui monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette. Difficoltà economiche e confusione sulle nuove tecnologie frenano il mercato

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MILANO - Verso una nuova normalità: come la pandemia Covid-19 ha cambiato le esigenze di mobilità dei veneti tra nuove paure, necessità e abitudini. La seconda edizione dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental in occasione del Giro d’Italia, cerca di rispondere a queste temi tracciando una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi e nel prossimo futuro. Per offrire uno spaccato completo dell’Italia, regione per regione, di come la pandemia ha cambiato le persone e come l’industry automotive sta reagendo al cambiamento, Continental si è affidato ai due importanti istituti di ricerca Euromedia Research e Ernst & Young.


Come si muovono i veneti in epoca Covid-19

In questo momento di ricerca di una nuova normalità e di convivenza con il Covid-19, l’automobile è ritenuta dal 72,9% dei veneti il mezzo più sicuro con cui muoversi, ed è percepita oggi come sinonimo di prudenza responsabilità. Un dato rilevante, spiegabile soprattutto dal sentimento negativo di ansia (22,7%) che accompagna gli abitanti della regione e che si configura come il motivo principale dei loro cambiamenti di abitudini.
Chi dichiara di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19, lo fa o per paura di prendere i mezzi pubblici (20,4%) o perché sta sperimentando le nuove modalità di lavoro e studio come lo smartworking o la didattica a distanza (27,8%).
Da questo ultimo punto ne deriva anche una riduzione drastica degli spostamenti (42,6%) e del conseguente bisogno di mobilità.

La domanda sorge spontanea: queste nuove abitudini sono destinate a perdurare nel tempo? In linea con i risultati ottenuto a livello nazionale, anche in Veneto non si prevede di tornare alle abitudini pre-covid a breve: il 79,7% manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno, il 64,8% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino.


La centralità dell’automobile

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e prescelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli intervistati desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti.

Ma i veneti sono orientati ad acquistare un nuovo veicolo e a cambiare quello attuale? Il 73,9% dice di no o per motivi economici (il 37,3% del sub campione) o perché ritiene ancora affidabile il proprio mezzo (34,7%) o ancora per la mancanza di incentivi adeguati (7,3%).
Lo scenario cambia davanti all’ipotesi di poter usufruire di incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ecologici: in presenza di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni, il 60,1% si dichiara propenso ad utilizzarli e cambiare la propria auto. In questo frangente il 22,6% sceglierebbe un autoveicolo ad alimentazione ibrido plug-in, il 18,9% uno ibrido benzina, il 17% uno elettrico mentre un 15,1% rimane ancorato al tradizionale mezzo a benzina.


La trasformazione delle città

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, la viabilità e le infrastrutture delle città. Ben l’80,3% dei veneti infatti desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (12,8%).
Consultati sulle misure utili per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 47,3% propone il potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 33% consiglia di puntare sull’elettrificazione dei veicoli e il 25,6% di pianificare gli orari di ingresso a lavoro e a scuola in modo da ridurre le ore di punta.
Il desiderio di trasformazione però si scontra con la percezione delle persone (51,2%) che crede che il proprio Comune non sia ancora pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale.


Sostenibilità e ambiente

I blocchi della mobilità e delle attività produttive che hanno caratterizzato il lockdown hanno inciso positivamente sull’ambiente e, di pari passo, sembrava essere aumentata la consapevolezza e la sensibilità degli italiani rispetto al tema “ecosostenibilità”. Tuttavia, finita la fase emergenziale, questo trend sembra diminuire: più della metà degli intervistati (61,1%) dichiara infatti di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria, se non in maniera inferiore.


Sicurezza stradale

Il 77,3% si sente sicuro delle proprie capacità alla guida del proprio mezzo di trasporto.
Da cosa dipende la sicurezza stradale secondo i cittadini? L’elemento più importante viene ricondotto alla figura del guidatore (45,3%). Seguono poi i freni (17,7%), i sistemi di guida assistita (10,3%) e le cinture (5,9%).
In questo contesto rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri utenti della strada (61,6%), adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (25,1%) ed evita di incorrere in sanzioni (5,9%), mentre per l’1% è un limite che impedisce di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.
 
Articolo di Venerdì 30 Ottobre 2020

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