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LAVORO CORBOLA

Corbola Servizi Plurimi, atto finale. Licenziate con accordo fra liquidatore e sindacati le ultime 28 dipendenti della lavanderia

Ricollocati i lavoratori degli appalti presso le strutture comunali, sono rimaste senza lavoro le addette al lavaggio dei vestiti degli ospiti. Fp Cgil e Cisl Fp: siamo preoccupati per il loro futuro; serve azione politica per riqualificare il paese

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CORBOLA (Rovigo) - Si è conclusa in settimana con le firme delle lavoratrici l’iter di licenziamento e si sono spente le ultime speranze di riattivare la lavanderia di Corbola, per anni in gestione ad una cooperativa locale. Ora lo scenario aperto è quello della richiesta di indennità di disoccupazione per le 28 persone, in prevalenza donne, che hanno dovuto aspettare i tempi delle procedure legate al tribunale, allungate per via delle chiusure per l’emergenza sanitaria.

Erano circa 120 i lavoratori interessati dalla brusca frenata della cooperativa che ha sede nel paese di Corbola e che gestiva molti servizi per le case di riposo di Ariano, Taglio di Po e della stessa Corbola: la gran parte di loro, attraverso una rescissione del contratto da parte dell’Ente pubblico Ciass con la vecchia cooperativa, ha trovato lavoro come operatore socio sanitario o addetto cucina e pulizia nelle medesime Rsa con altre ditte. Destino diverso per le addette alla lavanderia: dove gran parte del fatturato era legato a commesse esterne che, venendo meno, ha determinato un forte calo negli ultimi due anni tale da portare ad un deficit funzionale con difficoltà di poter essere rilevato da altre ditte, interessate al blocco di produzione ma senza una partita di lavoro certo.

“Siamo di fronte ad un ennesimo caso di la voratrici che per anni non hanno mai abbandonato il loro impiego e si sono dedicate con energia e passione, ora si ritrovano senza lavoro in un contesto storico molto delicato e ricco di incertezze -afferma il segretario generale della Fp Cigl di Rovigo Davide Benazzo che continua – abbiamo proposto alla Regione un tavolo di lavoro e allo stesso tempo chiediamo ai Sindaci di mobilitarsi perché questo patrimonio produttivo non venga perso o dimenticato".

"Siamo convinti che il territorio meriti una attenzione particolare perché solo con il lavoro si ha un effetto volano per poter avere altri risultati sociali”. Di fatto la vicenda, conclusa venerdì mattina con le firme di tutte e 28 le addette alla ormai ex lavanderia industriale di Corbola lascia nel disorientamento tutto il gruppo di lavoro: è stata data la possibilità loro di chiedere la indennità di disoccupazione Anaspi ma nei loro occhi vi era molta amarezza.

“E’ stato un momento molto delicato condividere con le lavoratrici un percorso di uscita definitiva dalla cooperativa – sottolinea Franco Maisto della segreteria CISL FP Padova Rovigo che continua– abbiamo cercato di collaborare con il team dei curatori del fallimento di modo da aprire tutte le strade possibili ai fini di salvaguardare la produzione, sembrava ci fosse un interessamento di una azienda del settore che potesse rilevare ma anche questa ipotesi è poi sfumata. Ora la vicenda si chiude con molte persone a casa, lavoratrici che con passione hanno sempre dimostrato professionalità e competenza, serve un intervento politico sinergico perché si gettino le basi per una ripartenza”.

L’invito da parte sindacale è chiaro, giocate tutte le carte per salvare il sito produttivo di Corbola nella speranza che qualche azienda che si occupa di lavaggi industriali potesse ritenere un buon investimento aprire un rinnovato capannone, ora la situazione da critica diventa grave.

“Crediamo fortemente che la politica possa e debba attivarsi per portare delle aziende che investano e credano in un rilancio: investire con nuove tecnologie e nuovi modi di produrre in un’area dove spazio c’è – dicono Benazzo e Maisto– sarebbe la soluzione a tante difficoltà, le lavoratici cercano lavoro e non sussidi”.
Articolo di Venerdì 30 Ottobre 2020

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