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TEATRO VENETO

Nasce Radiogrammi: il più grande archivio digitale del patrimonio letterario - teatrale veneto

Da un’idea di Giancarlo Marinelli, come direttore artistico di Arteven, una risposta concreta alla chiusura dei teatri del Veneto causata dal Covid-19. Decine le compagnie regionali coinvolte per trasportare in formato audio opere e pièce teatrali

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MESTRE - A soli pochi giorni dall’ultimo Dpcm governativo che ha imposto la repentina chiusura dei teatri, Arteven, il Circuito multidisciplinare del Veneto, reagisce prontamente ed elabora un nuovo progetto per dare risposte al pubblico (che era tornato in massa ad acquistare i biglietti per i prossimi spettacoli) e al mondo teatrale veneto (che si trova nuovamente privato del suo lavoro).

Su idea del direttore artistico di Arteven Giancarlo Marinelli, nasce il progetto Radiogrammi, una novità antica che riprende la grande tradizione del teatro italiano alla radio adattandola alla contemporaneità. Le compagnie teatrali venete sono chiamate a trasportare sul mezzo radiofonico romanzi, racconti e pièce teatrali di autori veneti. Un connubio letteratura-teatro che vuole far conoscere il grande patrimonio letterario regionale a un vasto pubblico attraverso la messa ‘in audio’ delle loro opere, andando a costruire nel tempo il più vasto archivio digitale regionale di opere in forma scenica.

Il direttore artistico di Arteven ha lanciato questa idea in una riunione plenaria online con tutti gli artisti organizzati in gruppi o compagnie residenti nel territorio del Veneto, per mettere assieme il teatro con la letteratura. Il teatro però ha bisogno del pubblico e le iniziative via streaming stentano ancora a decollare pur rappresentando un futuro non lontano e con il quale anche la tradizione deve fare i conti. Di qui l’idea della trasposizione audio.

Altissima l’adesione, con oltre 50 gruppi di tutte le dimensioni che hanno partecipato alla call e si sono detti entusiasti dell’idea. L’idea è quindi di operare su più piani e con duplici livelli. I gruppi operativi sono stati invitati nel brevissimo tempo a leggere - accompagnati da musicisti e danzatori- un libro, un copione, un testo per bambini ovvero qualsiasi brano di letteratura scritta in questo territorio. Lo spazio scelto per la registrazione sarà il teatro comunale di Vicenza per ribadire l’importanza del teatro come luogo deputato e per l’ampiezza della struttura che garantisce il distanziamento sociale anti contagio.

Non si tratta di uno spettacolo teatrale classico, ma di una vera e propria lettura con tanto di asta del microfono, intervallato dall’esibizione di danzatori e musicato dal vivo. La performance sarà trasmessa in diretta su Facebook, avrà una durata di circa 60/75 minuti e andrà in onda ogni volta con un gruppo diverso. Sarà archiviata e visibile sul canale YouTube “Arteven Teatro” e verrà resa disponibile sulle piattaforme Spotify e Spreaker, diventando così patrimonio accessibile a tutti.

Il progetto prenderà il via il 6 novembre, con un’efficacia immediata per la stessa vita degli artisti fortemente “sospesi” da mesi; usa strumenti contemporanei ma non vuole sostituirsi al teatro (infatti il set prevede postazioni fisse); va in diretta ma viene anche archiviato per i posteri e gli studiosi che verranno e analizzeranno questo tempo così particolare tra molti anni.

"Il nuovo stop agli spettacoli con il pubblico pone di fronte a nuove responsabilità i soggetti regionali che si occupano di diffusione della cultura dello spettacolo dal vivo –spiega Massimo Zuin, presidente di Arteven-e hanno il compito di pensare a come tenere in vita le realtà territoriali che operano da tempo in Veneto. Il territorio è ricco ed eterogeneo, composto da numerose compagnie teatrali e gruppi anche di diverse generazioni legati al voler operare in area regionale".

"La volontà di Arteven è di sostenerli istantaneamente offrendo allo stesso tempo un prezioso servizio al pubblico". "Vogliamo dare una risposta concreta all’emergenza attuale – dichiara Giancarlo Marinelli, direttore artistico di Arteven - coinvolgendo tutti gli attori istituzionali del territorio per creare il più grande parco letterario digitale che esista in Italia. Da una parte aiuteremo le compagnie del Veneto, dall’altra mettiamo a disposizione di tutti la memoria artistico- letteraria del Veneto a cui le future generazioni potranno attingere".

"Le compagnie e i gruppi di artisti sono oggi gli unici vettori in grado di dare voce alle parole dei grandi autori veneti da Meneghello a Cibotto – commenta Pierluca Donin, direttore di Arteven - ma non esiste nulla che metta assieme queste due grandi esperienze legate alla terra veneta. Letteratura e teatro. Questo tempo ha però bisogno di essere documentato per i posteri e soprattutto per stimolare, in un secondo tempo, alla lettura dei grandi autori veneti ritenuti ormai dei grandi classici ma con Marinelli abbiamo in cantiere molti progetti che stiamo mettendo a fuoco con l’assetto del sostegno agli artisti e il contatto con il pubblico".

Questo progetto numero zero sarà prodromico all’iniziativa che nel 2021 vedrà Arteven creare un archivio di lettura dei copioni in dialetto veneto per ovviare al rischio che nel giro di una sola generazione vengano perduti i modi di pronunciare. I ragazzi d’oggi ormai parlano in italiano anche se comprendono il dialetto (spesso molto italianizzato o ridotto nella quantità di vocaboli). È presumibile che parleranno solo in italiano ai loro figli e questi non lo comprenderanno nel tempo. Registrare attraverso le voci dei numerosi attori professionisti del Veneto un numero importante di copioni diventerà l’archivio linguistico  del teatro veneto. Il progetto prevede il coinvolgimento del Teatro Stabile del Veneto, della Regione Veneto e dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Articolo di Venerdì 30 Ottobre 2020

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