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AMPLIAMENTO TRIBUNALE ROVIGO

Il socialista Giovanni Nonnato dice Basta ai burocrati romani

Il tribunale ed i Marchesi del grillo dalla capitale. Scelte calate dall'alto che feriscono ulteriormente l'autonomia programmatoria di Rovigo dopo quanto già subito in passato

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ROVIGO - Si definisce "socialista da sempre" Giovanni Nonnato nel denunciare i danni che un manipolo di burocrati della capitale hanno già compiuto, calando dall'alto, per esempio, la nuova questura. All'alba di una decisione probabilmente già presa per il capoluogo, Nonnato ritorna sul tema dell'ampliamento negato, al momento, negli spazi dell'ex casa circondariale di via Verdi, per via dell'interesse ministeriale nella costruzione di un carcere minorile.

"Scelte romane imposte nel recente passato hanno ferito pesantemente l’autonomia programmatoria in materia urbanistica della città di Rovigo" lamenta il socialista Giovanni Nonnato. "L’esempio più clamoroso riguarda la nuova sede della Questura. Tale scelta è stata paracadutata a Rovigo nel silenzio delle amministrazioni di allora, altro che “paroni in casa nostra”, e senza tener conto che tale allocazione ignorava le esigenze viabilistiche della città oltre che le destinazioni territoriali.

E’ altrettanto vero che tale scelta non teneva conto del fatto che si era ormai liberato un comparto importante come quello della caserma Silvestri. Ora, sempre un manipolo di dirigenti romani, non tenendo conto di un voto democratico di tutto il consiglio comunale espresso all’unanimità, decide di impedire che il tribunale di Rovigo possa adeguare la propria struttura alle esigenze ed alle competenze attuali. I burocrati avrebbero pensato di utilizzare gli spazi liberati dallo spostamento del vecchio carcere con la costruzione di un carcere minorile. Scelta del tutto opinabile, tra l’altro, sia in rapporto alle funzioni di un moderno carcere minorile, sia in quanto tale scelta impedirebbe una più efficace, organica ed unitaria soluzione per il tribunale. Oggi, tra l’altro, con competenze allargate anche al basso padovano.

Mi domando perché un gruppetto di dirigenti romani debba contare di più di chi ha istituzionalmente il compito di programmare l’assetto della città e che è costretto ad adeguare il proprio Piano degli interventi alle scelte dei novelli “Marchesi del Grillo”. Il prezzo è troppo alto!

Non può essere subito in silenzio e bene hanno fatto coloro che hanno costituito un comitato (LEGGI ARTICOLO), al quale intendo aderire, con il compito di difendere la scelta di mantenere il tribunale dove è nato storicamente e dove può essere reso più organico e funzionale.

Rovigo deve reagire, i burocrati hanno già fatto troppi danni".

 
Articolo di Lunedì 2 Novembre 2020

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