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CORONAVIRUS

Salvato dal medico di base e dagli eroi del Covid Hospital di Trecenta

Ancora una testimonianza di chi il Covid-19 lo ha vissuto sulla propria pelle, fondamentale la diagnosi del medico di famiglia, il ringraziamento al personale del Covid Hospital di Trecenta (Rovigo)

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ROVIGO - Sono un sessantunenne che ha conosciuto il Covid. Vorrei approfittare di voi per descrivere la mia esperienza con il virus e quello che ho affrontato. Innanzitutto se è andato tutto bene il merito è del mio medico di base, il dottor Orlando Grossato, che quando gli ho comunicato che da due tre giorni avevo febbre alta, dopo avere finito il suo lavoro ambulatoriale, mi ha fatto accompagnare nel suo studio, e udite udite mi ha fatto un ecografia, accorgendosi che c'era un addensamento bipolmonare.

Quindi da lì è iniziato il tutto. Ha attivato tutti i protocolli e con il 118 mi ha fatto portare all'ospedale di Rovigo. Apro una parentesi, io gli avevo chiesto solo qualche giorno di malattia, che se mi avesse dato probabilmente sarei finito in terapia intensiva intubato. Credo che quanto fatto da questo medico meriti di essere condiviso, soprattutto in questo periodo dove tanti troppi "medici" neanche ti fanno entrare in ambulatorio, quindi ancora un ringraziamento speciale al dottor Grossato, medico eccezionale. 

Dopo due giorni di ricovero a malattie infettive sono stato trasferito all'ospedale di Trecenta Centro Covid. E arrivo al nocciolo di questa mia lettera, mai e poi mai avrei pensato o immaginato di conoscere delle persone"speciali" in un posto di cui non sapevo nulla. L'ingresso è stato traumatico, vedere tutto il personale che sembravano degli astronauti. Solo gli occhi vedi, ma si sa che gli occhi sono lo specchio dell'anima, è un impatto forte. Ma sono bastati pochi minuti che immediatamente tutti, ma proprio tutti si sono rivelati delle persone speciali. L'empatia che hanno non l'ho mai riscontrata in nessun altro posto, tantomeno in un ospedale. Sono riusciti a creare un gruppo coeso Unito e armonioso e di una gentilezza e disponibilità che ha fatto sì che i quattordici giorni di ricovero lì mi abbiano arricchito come persona.

Quindi pubblicamente grazie a tutti, ma veramente tutti, a cominciare dal personale delle pulizie, che sono le basi di quel posto, agli Oss, alle infermiere e medici tutti, in particolare alla dottoressa di medicina che ha un cognome greco che non ricordo, a lei va un grazie speciale, potrei continuare per dieci pagine, un grazie infinito, nonostante i primi tre giorni passati con ossigeno e quasi obbligato a stare tutto il giorno supino, adesso che sono ancora positivo al Covid e quindi in quarantena, ho e avrò per sempre uno splendido ricordo di tutti, non dimenticherò mai quegli occhi che trasmettono dolcezza, comprensione, simpatia e di una disponibilità unica. Io non li chiamo "angeli”, gli angeli sono in cielo, ma professionisti, di una competenza unica, ecco mi piacerebbe tanto che chi di dovere pensasse e vedesse questi "angeli" sotto l'aspetto anche economico, a cominciare dal personale delle pulizie e su su a tutti..... stanno facendo un lavoro molto ma molto complesso e delicato con persone anziane e fragili.
Grazie ancora dal paziente n7 dell'isola.

Lettera firmata

Articolo di Martedì 3 Novembre 2020

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