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LIBRO

Castelnovo Bariano: Chiara Mantovani presenta il suo libro

La trentenne altopolesana (Rovigo) racconta la sua esperienza e come è arrivata a scrivere un libro per raccontare la sua esperienza durante il lockdown e il Covid-19

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CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) - Chiara Mantovani, 30 anni, una laurea in lingue ad indirizzo turistico presso l'ateneo veronese ("conosco bene spagnolo e inglese; il francese parlato l'ho acquisito lavorando all'estero"), ha cercato il proprio futuro fuori d'Itlaia come tanti giovani italiani e proprio in Spagna, al tempo del Covid primaverile, si è scoperta scrittrice.

"Dal 2015 al 2020 - racconta Chiara - ho lavorato in Spagna nel periodo vacanziero al mare come addetta alla reception, ciò da marzo a ottobre: hotel a 4 stelle a Tarragona, a Forte Ventura e alle Canarie, avendo trovato queste opportunità usando internet. Stage non retribuiti certo ma esperienze impagabili per il mio futuro, sperando di tornare in Spagna nel 2021, a pandemia superata, con un contratto stabile nel mio settore. Là ho trovato l'amore in Philp, un tedesco di 33 anni, vice direttore di hotel, certo tornerò in Spagna anche e specialmente per lui".

Il Covid-19 le ha fatto scoprire la narrativa, avendo scritto un libro dal titolo Io resto a casa (ogni pezzo conta). Questo mostro lo sconfiggeremo insieme! Coraggio bambini. Chiara Mantovani è autrice di testo, copertina e illustrazioni. L'opera è in vendita a 5 euro (info 338 963 3360). Il sindaco Massimo Biancardi fa i: "Complimenti alla giovane autrice. Troveremo il modo di presentare adeguatamente l'opera tramite il patrocinio comunale, pandemia permettendo".

Chiara Mantovani spiega come è nato il libro. "Questa storia, scaturita in un momento di grande crisi sanitaria, ovvero il periodo di quarantena dovuto al virus Covid-19, è frutto delle mie passioni per il disegno, la pittura, la scrittura e le lingue straniere. Il momento - ricorda - era difficile e delicato per la pandemia ed io ero costretta come tutti a rimanere a casa. Ero sola all'estero alle Canarie, in un piccolo paese sull'isola di Fuerteventura, lontana da tutti i miei affetti, famiglia e amici; il mio compagno lavorava tutto il giorno e ci vedevamo solo la sera: il tempo non passava mai! Ero arrivata qui a fine febbraio con l'intenzione di trovare lavoro nell'ambito turistico, purtroppo dopo solo una settimana iniziò il lockdown. Il mio entusiasmo presto lasciò spazio ad una tristezza e solitudine infinite".

"Per scacciare un po' la noia cominciai a disegnare, tanto che - continua - da un dipinto ad acquarello nacque il mio racconto, inizialmente pensato e scritto in spagnolo, poi tradotto in italiano. Trattasi di una vicenda verosimile sul tema del coronavirus, realtà ormai presente nelle nostre vite dalla scorsa primavera, avendo
alterato il comune modo di vivere. L'idea fu proprio quella di addolcire una realtà tanto amara per un bambino, il quale si chiede perché all'improvviso non può più abbracciare i suoi amichetti, facendolo riflettere sull'importanza della solidarietà".

"Volevo che si capisse il motivo per cui indossare una mascherina fosse davvero di vitale importanza e, per farlo, pensai ad una storia illustrata, più accattivante agli occhi di un bambino. La mia opera prima contiene illustrazioni realizzate a tempera ed acquarello, onde spiegare ai più piccoli in maniera semplice ed immediata la situazione e di quarantena dovuta a Covid-19. Ho cercato di esaltare l'importanza di essere responsabili attraverso le proprie azioni, come se, in un ipotetico puzzle dell'umanità, ognuno di noi fosse un pezzo con un peso fondamentale (ogni pezzo conta)".

Concudendo: "Il racconto, che ha come protagonista il piccolo e sensibile Elian, intende trasmettere -conclude - il messaggio che l'unione ci ha resi e ci renderà più forti che mai, ciò nel senso che il contributo di ognuno può davvero fare la differenza, così come in un puzzle che, per essere tale, non deve tralasciare nessun pezzo".
Articolo di Mercoledì 4 Novembre 2020

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