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ADRIA

Violenza ed abusi in famiglia per 19 anni. Finalmente libera, chiede aiuto per cominciare a vivere

Una giovane residente di Adria si rivolge a RovigoOggi.it per cercare di ricevere aiuti che al momento, dal lato del pubblico, non arrivano. "Mi piacerebbe poter contare su qualche certezza"

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ADRIA (Rovigo) - Francesca (nome di fantasia) è una ragazza che da qualche anno vive ad Adria, per scappare da una situazione famigliare pesantissima, da un’altra provincia del Veneto, e per seguire quella che sembrava essere una storia d’amore importante che le avrebbe consentito un nuovo inizio.
Francesca da un mese si ritrova sola e lancia un grido di aiuto pubblico, perchè ne ha bisogno, senza vergogna. Abbiamo deciso di pubblicare la sua testimonianza con l'impegno di trasmettere a Francesca qualsiasi offerta di aiuto che i nostri lettori vorranno concederle.

Potete scrivere una mail alla redazione direttamente da qui (SCRIVI) e noi invieremo il messaggio a Francesca.
 

"La mia storia è lunga e complessa, quindi vi sto scrivendo nella speranza che ottenga l'attenzione che merita.
Sono vittima di uno sistema sbagliato e Dio solo sa quante volte l'abbiamo sentito; tanto che, sentirlo dire, ha stancato anche me.
Sono nata nel giugno del 1997 in una famiglia che mi ha abusata e abbandonata per 19 lunghissimi anni.
Bastonate, violenza fisica, verbale e sessuale, e istigazione al suicidio, sono state la base della mia infanzia,
portandomi ad un tentato suicidio dal quale faccio tuttora fatica a rialzarmi.

Adesso, a 23 anni, mi ritrovo disoccupata e abbandonata anche dallo stato, ricoperta dai debiti che la mia stessa famiglia mi ha causato.
Secondo lo stato, nonostante la mia situazione familiare d'origine, sono ancora a carico dei miei genitori e, malgrado io sia indipendente e autonoma dal 2016, vengo ritenuto a "carico loro"; di una madre che mi ha causato traumi e abbandonata e un padre ex spacciatore che non ha mai pagato gli alimenti dopo la separazione. Mi viene negato un futuro, che tanto ho sognato, perchè ancora non valgo niente, per nessuno.

In ventitrè anni sono stata abbandonata, abusata verbalmente, psicologicamente e sessualmente da colei che viene considerata la "mia famiglia" e dallo stato.

Da quando ho subito il mio primo abuso sessuale, a 12 anni, cerco una stabilità economica e mentale che mi sleghi completamente dalla vita che sono stata costretta a vivere, ma mi viene ripetutamente negata da coloro che dovrebbero tutelarmi.
Il comune, gli assessori, gli assistenti sociali e il patronato, mi negano qualsiasi aiuto, con le stesse parole che mi vengono ripetute da allora: "Non sapremmo come aiutarla, mi dispiace."

Ora, la mia situazione è al limite del surreale e non so più a chi rivolgermi o a chi affidarmi. Per questo e per molti altri motivi, ho deicso di superare la vergogna di una situazione personale ormai insostenibile ed ho deciso di raccontare pubblicamente la mia vicenda sperando di attirare l'attenzione di qualcuno.
Abito da sola, ho un affitto da pagare, dei debiti, dei costi per un processo in corso e nessuna assistenza o aiuto economico.
Mi mantengo occupata come posso, ma il totale delle mie entrate coprono i 380 euro di affitto dell’appartamento in cui vivo.

Mi viene negato il reddito di cittadinanza perchè, avendo meno di 26 anni ed un reddito annuo inferiore ai 2800 euro, risulto ancora a carico dei miei genitori, malgrado io abbia un nucleo familiare distinto da oltre tre anni.
Dopo cinque mesi basati sulla sopravvivenza, non vedo altre strade o soluzioni possibili.

Spero di essere contattata il prima possibile con una buona notizia.
Fino ad allora, vi ringrazio per aver letto fino a questo punto".

Articolo di Mercoledì 4 Novembre 2020

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