CULTURA
I bibliotecari polesani propongono “Libri da asporto”
Lettera aperta dei bibliotecari della provincia di Rovigo. Perché privare i cittadini di quel potente strumento di conoscenza che è il libro e negargli la possibilità di alleviare e arricchire la loro permanenza a casa grazie alla pratica della lettura?
0


ROVIGO - Alla luce delle recenti disposizioni contenute nel Dpcm del 3 novembre 2020, in cui i servizi di apertura al pubblico dei luoghi della cultura vengono nuovamente sospesi e fra essi anche l’apertura delle biblioteche, i bibliotecari della provincia di Rovigo firmatari di questo comunicato esprimono la propria perplessità riguardo il provvedimento preso a livello nazionale e la volontà di mantenere in essere un servizio che non solo è stato classificato fra quelli pubblici essenziali (Legge n. 146/90 art.1), ma in un momento di grande precarietà come quello che stiamo vivendo, diventa anche di vitale importanza sociale e culturale per il cittadino.
Le biblioteche, dalla riapertura del 18 maggio 2020, si sono tutte attrezzate applicando le misure prescritte: entrate contingentate, registrazione degli accessi, punti per la sanificazione delle mani, utilizzo della mascherina, rispetto della distanza di sicurezza fra persona e persona, potenziamento dei servizi di prenotazione, in moltissimi casi accessi solo per appuntamento, tutto al fine di evitare pericolosi assembramenti e il protrarsi della permanenza nei locali degli utenti.
Così come è stato riorganizzato adottando tutte le disposizioni, il servizio di prestito risulta assimilabile ad un servizio “da asporto” di libri che in nulla differisce da quello concesso dal decreto ai servizi della ristorazione. Perché non concedere quindi al cittadino, oltre che un pasto “a portar via” per supportare l’economia degli esercizi commerciali, anche un libro da asporto per poter affrontare meglio questa nuova ondata di pandemia che sta già provando grande parte del Paese?
In questo modo si potrebbe supportare ulteriormente l’economia poiché, ricordiamolo, una grande parte degli operatori di biblioteca è costituita da dipendenti di servizi esternalizzati che rischiano la sospensione del proprio contratto di lavoro.
Grazie al cosiddetto "bonus librerie" del Mibact abbiamo contribuito al rilancio della filiera dell'editoria e per la prima volta abbiamo avuto risorse (quasi) adeguate per acquistare novità librarie. Ora che quelle acquisizioni dovremmo valorizzare, proponendole ai nostri utenti, siamo invece costretti a chiuderli fuori e a lasciare i nuovi libri sugli scaffali. Se la ratio su cui si basa il decreto è quella di vietare gli assembramenti e fare rimanere le persone nella propria abitazione, perché privarle di quel potente strumento di conoscenza che è il libro e negargli la possibilità di alleviare e arricchire la loro permanenza a casa grazie alla pratica della lettura?
I bibliotecari
Marta Ghirardello, Alfredo Sigolo, Anna Casarotto, Cristiana Tiberto, Maria Teresa Colombo, Laura Viaro, Enrico Bozzolan, Morica Berto, Gessica Budri, Melissa Malaspina, Lara Mantovani, Elvia Arcellaschi, Giorgia Boccato, Evelin Crepaldi, Sara Forzato, Nagaila Groppo,
Mery Grazia, Francesca Borella, Elisa Marchetto, Graziella Chieregato, Giulia Vincenzi, Debora Salvo, Patrizia Meneghetti, Teresa Meloncelli, Lorenza Bego, Artilla Milani, Silvia Raisi, Sara Bordiga, Morena Furini,
Elisa Stevanin, Remo Agnoletto, Antonella Giuriola, Federica Visentin e Marcello Bardini Anna Bovolenta ed Elisa Raule
Crea un profilo personale e accedi a una serie di servizi esclusivi su RovigoOggi.it




