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GUARDIA DI FINANZA

False dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza e buoni spesa, denunciati in 12

Scovati dalla Guardia di Finanza di Rovigo. In 9, tra cui anche un imprenditore, avevano dichiarato il falso per ottenere il Reddito di Cittadinanza, in tre, tra cui due nomadi con numerosi precedenti, erano riusciti ad ottenere i buoni spesa

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ROVIGO - E’ stato un lungo lavoro di controllo del territorio e di incrocio dei dati quello che ha permesso ai finanzieri del Comando Provinciale di Rovigo di individuare ben 12 persone che hanno indebitamente percepito il Reddito di Cittadinanza e i buoni della cd “solidarietà alimentare”.

Gli accertamenti hanno riguardato tutta la provincia di Rovigo e hanno visto il vaglio della posizione di circa 150 persone nell’arco di alcuni mesi.

Al termine sono state denunziate alla locale Procura della Repubblica 9 persone residenti in diversi comuni della provincia - che pur di ottenere l’accesso al beneficio, hanno dichiarato falsamente di averne diritto, autocertificando qualità proprie o dei propri familiari non rispondenti al vero, ricevendo, nel complesso, somme per circa 90.000 euro.

In particolare, otto di queste hanno falsamente dichiarato di essere residenti sul territorio italiano ininterrottamente da almeno 10 anni; in un altro caso è stato invece individuato un imprenditore che pur avendo percepito un reddito di impresa di circa 43.000 euro nell’anno di riferimento, aveva invece attestato nella domanda presentata all’Inps un reddito pari a zero.

Tutti sono stati denunciati per violazione dell’art. 7 del D.L. 4/19 che prevede la reclusione da 2 a sei anni per chi rende false dichiarazioni ai fini dell’ottenimento del Reddito di Cittadinanza. Contestualmente è stato informato l’Inps per la sospensione dei pagamenti e quindi procedere al recupero delle somme illecitamente percepite.

Nel corso delle stesse indagini è stato scoperto che 3 persone residenti in provincia hanno avuto accesso, senza averne titolo, ai cosiddetti “buoni spesa covid” destinati all’acquisto di generi di prima necessità sulla base dei criteri stabiliti da ciascun comune. Si tratta di un soggetto di nazionalità italiana e di due nomadi (di questi, uno con numerosi precedenti di polizia).

Per queste tre persone si è proceduto alle relative contestazioni amministrative con applicazione di pena pecuniaria da 5.164 euro a 25.822 euro per la violazione dell’art. 316 ter c.p. e segnalazione conseguente all’Ente erogatore per il recupero.

I controlli della Guardia di Finanza continuano per tutelare oltre che gli interessi dello Stato anche quelli della collettività, in modo che le risorse assegnate per fronteggiare la situazione di emergenza siano correttamente destinate alle persone che ne hanno realmente titolo.

Articolo di Venerdì 13 Novembre 2020

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