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SINDCATO

Fnp Cisl. Al via la campagna “Rispetto e risposte” per gli anziani

La Federazione Nazionale dei Pensionati della Cisl di Rovigo chiede di accelerare l’iter della legge sulla non autosufficienza, che rappresenta una priorità assoluta con oltre 3 milioni di persone 

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ROVIGO - Ha preso il via su tutto il territorio nazionale la campagna della Fnp CislRispetto e risposte”. Al governo, la Federazione Nazionale dei Pensionati della Cisl chiede di accelerare l’iter della legge sulla non autosufficienza, che rappresenta una priorità assoluta con oltre 3 milioni di persone non più autosufficienti; la riforma dell’intero sistema delle Rsa, attraverso l’implemento dell’assistenza domiciliare, il sostegno alle famiglie e la telemedicina; una riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale attraverso interventi di carattere strutturale su personale, territorio e cronicità e infine la rivalutazione delle pensioni, dato che un pensionato su tre percepisce meno di 1000 euro al mese.

“Le persone anziane sono quelle che risentiranno di più della spinta della pandemia – dice Giulio Fortuni, della Fnp Cisl Padova Rovigo – che ha messo sotto pressione tutto il sistema sanitario rivelandone le criticità. L’Ulss 5 ha annunciato la sospensione di migliaia di prestazioni e chi pagherà il conto più salato saranno gli anziani, che usufruiscono maggiormente del servizio pubblico. Già nella precedente ondata di contagi era stato registrato un aumento dei decessi tra le persone anziane non solo per Covid, ma anche per il mancato accesso alle prestazioni ordinarie. Va sottolineato che il Polesine, con il 26,8% di over65, è la provincia più anziana del Veneto e una delle più anziane d’Italia e il problema della non autosufficienza rischia di assumere i contorni di una emergenza sociale”.

Un altro capitolo che preoccupa la Fnp Cisl Padova e Rovigo è quello delle Rsa. “Le case di riposo – prosegue Fortuni – soffrono di una grave carenza di personale, alla quale nei mesi è estivi non è stato posto rimedio. I provvedimenti regionali che avrebbero alleviato questa criticità non sono stati messi in pratica, come l’incremento dell’assistenza a domicilio tramite le Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziali) che non sono state attivate in numero sufficiente per mancanza di personale e che avrebbero permesso di ridurre il ricorso alle case di riposo e quindi di limitare i contagi”.

Un altro obbligo che non è stato ottemperato è quello della nomina di un direttore sanitario per ogni Rsa. “Molte strutture non se lo possono permettere e quindi questa figura professionale dovrebbe essere a carico della Regione. Un incremento dell’assistenza a domicilio e un direttore sanitario per ogni Rsa avrebbe messo un argine alle attuali problematicità nelle case di riposo. La Fnp Cisl – conclude Fortuni – si impegnerà, sia a livello nazionale che locale, per ottenere più rispetto per gli anziani e risposte più tempestive da parte del governo, delle Regioni e delle istituzioni locali”.

Articolo di Lunedì 16 Novembre 2020

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