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ELEZIONI AMERICANE

Gessica Ferrari: "La vittoria di Joe Biden? Uno schiaffo al populismo"

L'ex candidata alle elezioni regionali del veneto, per il Partito Democratico, Gessica Ferrari, commenta con orgoglio la vittoria del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti

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ADRIA (Rovigo) - Dopo le elezioni americane è chiara la posizione della militante del Partito Democratico di Adria, Gessica Ferrari, che specifica la sua soddisfazione: "L’America ha scelto il suo presidente e lo ha fatto come non accadeva da 120 anni, registrando un tasso di affluenza altissimo, quasi il 70% degli elettori ha votato e la maggior parte lo ha fatto per Joe Biden. La vittoria del Partito Democratico è la risposta di un'America finora rimasta nell'ombra che ha espresso un voto di speranza, quella di tornare protagonista e di invertire la rotta del cambiamento. Un'America nascosta e silente ma viva e dinamica che torna a scegliere come presidente un uomo che ha fatto per mestiere il politico tutta la vita e che finalmente dopo due tentativi arriva alla Casa Bianca".

"Questo è il volto democratico di quella parte di America ferita dalle discriminazioni sociali, dalle disuguaglianze, dalla povertà, delle donne, dei giovani affamati di giustizia e di diritti, a cui non interessa sentirsi prima degli altri ma vuole essere soprattutto “Uguale” agli altri , sentirsi unita e non divisa, che vuole lottare contro la pandemia prima ancora che contro l'immigrazione l'America dei ponti e non dei muri , che vuole un presidente disponibile a collaborare più che a demonizzare".

"L'America si è stancata di essere arrabbiata ed ha mostrato il suo lato fraterno. Le prime parole di J. Biden all'America esprimono tutto questo: "Voglio unire gli Stati Uniti. Non ci sono stati blu o stati rossi, ci sono solo gli Stati
Uniti. Sarò un presidente che unisce e non un presidente che divide. Torniamo ad  ascoltarci, siamo tutti americani. Diamoci una possibilità aiutandoci l'uno con l'altro. Il nostro lavoro inizia con il mettere sotto controllo il Covid”.

"Parole che esprimono valori ed intenzioni molto diversi da quelli espressi da Trump quattro anni prima, quando all’alba della sua elezione disse che da quel momento in poi lo slogan sarà: “Prima l'America!”. Il protezionismo porterà grande prosperità e forza. L'America ricomincerà a vincere, a vincere come non mai.” La distanza fra i due leaders è lapalissiana, eppure l'elezione di Biden non può tradursi con il definitivo tramonto del populismo Trumpiano, che tanto assomiglia a quello dei partiti di destra nostrani. Il populismo è comunque una reazione del popolo, una reazione contro una Elite al potere che ha perso ogni credibilità".

"Nel nostro paese virologi , medici ed esperti che la scorsa primavera erano i nostri eroi, oggi sono coloro che non hanno saputo prevenire la seconda ondata , se il primo lockdown tutto sommato è parso un sacrificio sopportabile , le attuali nuove restrizioni hanno scatenato rivolte sociali , perchè oramai la paura di un sicuro impoverimento è addirittura più forte della probabilità di contrarre l'infezione. Il populismo è una reazione assolutamente umana innescato dalla paura e dalla sofferenza e spesso scegliamo come guida coloro che lo enfatizzano e loscagliano contro gli altri.

"Oggi l'America sembra invece aver scelto un Presidente che tenterà di curare le ferite sociali anziché combatterle. Trump voleva un “America first”, Biden la vuole unita, Trump voleva che la sua Nazione fosse da esempio per gli altri, Biden vuole collaborare con l'Europa, Trump voleva esportare il suo modello di democrazia, Biden chiede di difenderla , Trump voleva proteggere i suoi confini , Biden sceglie come vice una donna figlia di immigrati, I cambiamenti climatici, la pandemia sono i temi ignorati di Trump e quelli che Biden promette di affrontare per primi. Valori contrapposti contraddistinguono questi due leaders, due Americhe diverse destinate a cambiare gli equilibri con il resto del mondo".

"Ma il volto del cambiamento oggi è sopratutto quello di una donna , la prima donna ad entrare nell'Ufficio di Presidenza degli Stati Uniti , figlia di immigrati , Kamala Harris: "Noi, la gente, ora abbiamo il potere di costruire un futuro migliore. Non dobbiamo dare mai la democrazia per scontata. Avete scelto la speranza, l'unità, la scienza e soprattutto la verità. È un nuovo giorno per l'America.Sono la prima donna vicepresidente ma non sarò l'ultima. Questo è un paese delle opportunità. E alle bambine dico: sognate con ambizioni".

"I nostri giovani , la generazione Z , quella che abbiamo dimenticato ogni volta che abbiamo smesso di guardare il mondo con i loro occhi, di coloro che non vedono muri cresciuti fra i banchi di scuola insieme ai figli degli immigrati e non ne ha mai visto le differenze, di coloro che guardano al mondo attraverso la rete senza confini geografici e soprattutto di genere , una intera generazione che vuole essere vista e ascoltata. Non sarà facile per Biden trasformare in riforme tutto quello che è parte del suo programma ma l'entusiasmo della comunità internazionale per la sua elezione non si è fatto attendere, soprattutto l'Unione europea attraverso le parole del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli".

"Insieme possiamo lottare contro il cambiamento climatico, affrontare la transizione verde e la trasformazione digitale, impegnarci per lanostra sicurezza, contrastare il terrorismo e difendere i diritti umani. Un mondo con meno diseguaglianze è interesse comune".

Concludendo: "Parole che ci riportano alle semplici ma forti di Papa Francesco nella sua meravigliosa ultima opera “Fratelli Tutti” : “ Quando la dignità dell'uomo ed i suoi diritti vengono riconosciuti e garantiti , fioriscono anche la creatività e l'intraprendenza e la personalità umana può dispiegare le sue molteplici iniziative a favore del bene comune”.
Articolo di Venerdì 20 Novembre 2020

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