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ISTRUZIONE

L’Ipsia Enzo Bari si conferma promotore di occupazione

L'istituto di Badia Polesine (Rovigo), secondo quanto riporta il portale della Fondazione Agnelli dedicato alla qualità di tutti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado italiani, offre uno sbocco occupazionale all’85% dei diplomati

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BADIA POLESINE (Rovigo) - L’Ipsia Enzo Bari si conferma l'istituto professionale per l'industria e l'artigianato del territorio a più alto tasso di occupazione a fine percorso scolastico. È quanto si apprende dai risultati emersi dal progetto Eduscopio, che anche per il 2020 certifica il successo dell’indirizzo di manutenzione ed assistenza tecnica offerto dall’istituto badiese che fa capo al Bruno Munari di Castelmassa.

L'istituto badiese, secondo quanto riporta il portale della Fondazione Agnelli dedicato alla qualità di tutti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado italiani, offre uno sbocco occupazionale all’85% dei diplomati con un indice di coerenza tra occupazione professionale e titolo di studio conseguito del 78,95%. Dalla ricerca, si possono evincere altri due dati importanti: il tempo medio trascorso tra il diploma e il primo contratto di lavoro che  è di soli 83giorni, mentre la distanza media tra casa e lavoro è di appena 15 chilometri.

Una certificazione che premia gli sforzi della scuola altopolesana che con i quasi 200 iscritti rappresenta una solida e storica realtà formativa, connessa con il territorio sin dalle sue origini. Da sempre, infatti, la scuola professionale ha mantenuto un rapporto sinergico e duraturo con le imprese locali. Molti diplomati, una volta entrati nel mondo del lavoro, sono riusciti a diventare degli imprenditori protagonisti attivi della realtà economica.

I risultati raggiunti dall'istituto professionale di viale Stazione, specialmente dall'indirizzo di ‘Manutenzione ed assistenza tecnica’, premiano gli sforzi della scuola di Badia e costituiscono una bella soddisfazione per la dirigente Maria Elisabetta Soffritti e per tutto il corpo docente, a conferma dell’impegno profuso nonostante la scuola quest’anno stia vivendo un periodo molto difficile dovuto alla pandemia sanitaria.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Sabato 21 Novembre 2020

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