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LA TRAGEDIA

La comunità di Arquà Polesine piange la scomparsa di Mirco Pasqualini

In Polesine aveva le sue radici, a New York le soddisfazioni professionali che meritava, Mirco Pasqualini, aveva solo 45 anni, fatale un tragico incidente. Struggente il ricordo di musici e sbandieratori di Arquà Polesine (Rovigo)

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Mirco Pasqualini

ARQUA’ POLESINE (Rovigo) - Era un cittadino del Mondo, a New York aveva trovato la sua dimensione, un professionista di grande talento. Quando erano le 15 negli Stati Uniti, e circa le 21 di venerdì 20 novembre in Italia, accompagnato dall’amore di mamma Elisabetta Borin, e della moglie Gina Smith, Mirco Pasqualini ha lasciato la vita terrena.

Giorni di angoscia che avevano scosso il Polesine e l’Italia, era ricoverato all’ospedale di Albany, era rimasto coinvolto in un drammatico incidente nella Grande Mela, vano il disperato tentativo di salvarlo. Era in sella alla sua bicicletta, quando è stato travolto. Immediata una raccolta fondi per le cure mediche ed una possibile riabilitazione, la solidarietà del Polesine ha dato un segnale tangibile. Le lesioni riportate nell’incidente non hanno dato scampo a Mirco Pasqualini, 45enne che da Arquà Polesine era partito per il Mondo, a New York era un apprezzato digital designer.

Tornava spesso in Polesine, era particolarmente legato al padre Sergio Pasqualini che è originario di Arquà Polesine, e a mamma Elisabetta originaria di Lendinara. Ad attenderlo c'erano, come sempre, gli amici che ne apprezzavano le immense doti umane.

Struggente il ricordo dei musici e sbandieratori di Arquà Polesine di cui ha fatto parte, Mirco Pasqualini oltre ad essere un grande creativo, era un eccellente sbandieratore.

“Stavamo aspettando l'ennesimo tuo "colpo di scena", infondo tu ci avevi abituato così...Stavamo aspettando quel giro a 4, 5 e 6 bandiere che ci faceva sempre emozionare. Stavamo aspettando ancora che ti presentassi con qualche vestito fuori dal comune, con qualche "specie" di cappello, o qualche "specie" di gadget.

Stavamo aspettando di vederti, anche se la distanza ci divideva, ricomparire sui social, col tuo modo di fare garbato...alternando momenti seri a momenti divertenti. Stavamo aspettando... ma...

Siamo stati proprio fortunati! Mentre eri così impegnato a costruire il tuo splendido percorso professionale e di vita, siamo stati fortunati ad incontrarti. Ad incontrare le tue idee, la tua "arte"… idee che talvolta erano motivo di scontro, non perché erano sbagliate, ma piuttosto perché non eravamo pronti noi a capirle.

Ancora oggi sei nelle nostre mani e nelle nostre orecchie. I tuoi disegni sono impressi nei nostri drappi, le tue musiche risuonano ancora oggi nei nostri tamburi e chiarine.

Siamo stati fortunati ad aver condiviso con te questa nostra passione per la "bandiera". Siamo stati fortunati ad aver condiviso con te parte del nostro percorso di vita, ed averti avuto accanto come uomo e come amico.

Oggi non ci sei più, e per noi é dura! Sarà impossibile dimenticarti: hai lasciato una firma talmente indelebile su ciò che tutt'ora facciamo, che continuerai a vivere tra noi!

In questo giorno così difficile ci stringiamo attorno alla tua famiglia, a tua moglie e ai tuoi amici che ti sono stati accanto. Fai buon viaggio Mirco, abbraccia per noi gli altri "angeli giallo-blu" che come te ci hanno lasciato troppo presto: Emanuela, Paolo, Davide, Moreno. E adesso anche tu, Mirco. State diventando proprio una bella "squadra", un po' troppo numerosa, e dolorosa, per noi…”

Articolo di Sabato 21 Novembre 2020

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