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VIOLENZA SULLE DONNE

“Diffondiamo la cultura del rispetto”

La Cisl Padova Rovigo predisporrà nelle sue sedi principali una sedia rossa, simbolo della lotta contro il femminicidio

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ROVIGO - Anche la Cisl Padova Rovigo è presente per ricordare la giornata del 25 novembre e attiva per portare a lavoratrici, lavoratori e cittadini tutti il fondamentale messaggio contro la violenza sulle donne. “Una piaga che assume molte forme e che occorre combattere in ogni luogo – dice la segretaria territoriale della Cisl Padova Rovigo Stefania Botton – a partire dall’ambiente domestico, dove purtroppo si consumano la maggior parte degli atti di violenza fisica oltre che psicologica nei confronti delle mogli, delle compagne o delle figlie, fino agli ambienti di lavoro, dove le molestie sono spesso più subdole e insidiose. Purtroppo le misure adottate per combattere la diffusione del contagio ci hanno imposto di cancellare le varie iniziative programmate nelle nostre piazze, ma saremo comunque presenti attraverso i social e a distanza per far sentire comunque la nostra voce”.

La Cisl Padova Rovigo predisporrà nelle sue sedi principali una sedia rossa, simbolo della lotta contro il femminicidio. “Il gesto – spiega Botton – trae origine da “posto occupato”, una campagna di sensibilizzazione sociale, virale e gratuita contro la violenza sulle donne destinata a ricordare che quel posto sarebbe stato occupato da una donna che, a causa della violenza di genere, ora non c’è più. Ricordare tutte queste vittime diventa uno stimolo per continuare a contrastare ogni forma di violenza di genere e denunciarla fin dai primi segnali, prima che sfoci nel femminicidio.

Parteciperemo a diverse videoconferenze su questo tema, tra le quali una con le Commissioni Pari Opportunità della Provincia e del Comune di Rovigo per presentare la sottoscrizione della Carta delle Pari opportunità e del protocollo sottoscritto insieme a Cgil e Uil contro le discriminazioni di genere e le violenze e molestie sui luoghi di lavoro, insieme alla Consigliera di Parità della provincia di Rovigo, a Inail, Ispettorato del lavoro, Miur e agli enti datoriali". Il protocollo, che rappresenta un impegno comune a realizzare iniziative congiunte per diffondere la cultura contro le violenze e le discriminazioni di genere, sarà pubblicizzato il 25 in una conferenza stampa.

“Purtroppo – aggiunge Angelo Fardello responsabile del Coordinamento Pari Opportunità della Cisl Padova Rovigo – nel 2020 constatiamo che il percorso fatto contro l’eliminazione della violenza sulle donne nel nostro Paese e nel mondo è ancora insufficiente. C’è ancora bisogno di investire molto in termini culturali. I dati con cui ci confrontiamo sono ancora notevolmente preoccupanti. Le violenze che subiscono le donne e le bambine sono molteplici: psicologiche, morali, fisiche ed economiche. In questo periodo di pandemia, che obbliga al distanziamento e all’isolamento, i casi di violenza, soprattutto tra le mura domestiche, sono ulteriormente aumentati”.

La Cisl è impegnata anche nel contrasto ad un tipo di violenza che incide drammaticamente su tutti gli altri. “Non possiamo non sottolineare – aggiunge Fardello – la violenza economica della quale spesso nel donne sono vittime e che le vede anello più debole (tra i deboli) all’interno del mercato del lavoro, che impone loro di “uscire” per prime dai settori lavorativi e di faticare di più dei colleghi uomini ad “entrare” nei posti di lavoro. Che le vede guadagnare meno degli uomini perché impegnate a sostenere la famiglia in termini di cura e assistenza e quindi accedere a part time e a modalità improprie di “smart working”, che le allontana fisicamente dal lavoro penalizzandole nella carriera e che le obbliga troppo spesso a scegliere se essere madri o lavoratrici. Eppure tutti gli studi concordano nell’affermare che investire sul lavoro femminile significa investire sul Pil: nei Paesi in crescita aumenta anche il lavoro delle donne. Basta questo per comprendere quale sia la strada da percorrere per uscire dalla crisi e per dare autonomia, autostima, coraggio e speranza nel futuro alle donne. Nonostante sia passato quasi un secolo da quando Virginia Woolf scrisse che le donne per essere “libere” hanno bisogno di “Una stanza tutta per sé e 500 sterline”, la strada verso una cultura che mette al centro la donna e di conseguenza la persona, la famiglia e il futuro del Paese è ancora lunga”.

Articolo di Lunedì 23 Novembre 2020

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