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OSPEDALE ADRIA

M5s di Adria: "Bisogna lottare per mantenere i servizi del nostro ospedale"

Il movimento pentastellato commenta il trasferimento della pediatria di Adria a Rovigo specificando che c'è ancora molto da fare per migliorare la situazione in atto, visti i continui cali di servizi

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ADRIA (Rovigo) - Dopo la chiusura temporanea dell pediatria nell'ospedale di Adria (LEGGI ARTICOLO), con le varie polemiche a livello politico e la convocazione urgente del consiglio comunale proprio venerdì 27 novembre (LEGGI ARTICOLO) per parlare di questa situazione, è il coordinamento del movimento 5 stelle adriese che commenta: “Non è in discussione: i top management della sanità regionale dovrebbero esercitare un ruolo fondamentale nella gestione dell'emergenza Covid, c'è bisogno di visione e competenze sulle scelte allocative e organizzative".

"Quello che non possiamo accettare sono le soluzioni drastiche e inaccettabili che ci vengono imposte, di punto in bianco, senza razionalità, nonostante siano passati sette mesi dall'inizio della pandemia e soprattutto dopo aver smantellato la maggior parte dei servizi all'interno del distretto ospedaliero di Adria che ha pagato, in termini di servizi, il prezzo più caro con l'approvazione delle ultime schede ospedaliere".

"Ribadiamo, che, solo dall'inizio dell'anno 2020, vi è stato un marcato ridimensionamento del dipartimento di chirurgia che vede sottrarsi i seguenti posti letto ( pl) : otorinolaringoiatra da 4 posti letto a 0, oculista da 2 a 0 pl, rianimazione da 5 a 4 pl, chirurgia gen. da 24 a 15 pl, ortopedia da 20 a 10 pl.".

"In attesa di ridimensionamento: ostetricia - gin. da 18 a 6 pl, pediatria da 6 a 2 pl, psichiatra da 8 a 0 pl".  "In merito a questo, ci viene spontaneo chiederci se, in sette mesi di possibile riorganizzazione, la direzione dell'Ulss 5 Polesana avesse la necessità di recuperare risorse umane dirottandole in altri distretti e, di conseguenza , recuperare “forze lavoro” attraverso l’esternalizzazione dei servizi stessi: sono risorse e servizi che non rientreranno più nella nostra comunità, e c'è da lottare perché si torni ad avere tutto quello che ci spetta di diritto”.

 
Articolo di Giovedì 26 Novembre 2020

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