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CALCIO SERIE A

CR7 e Ibra: due extraterrestri in Serie A

I due fuoriclasse, dotati di tanto carattere, puntano allo scudetto con Juventus e Milan, tra le principali favorite del campionato di Serie A

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Certi campioni non hanno età. Anzi, più il tempo avanza più dimostrano di aver raggiunto una maturità tale da consentire alle squadre dove giocano di puntare in alto, sempre più in alto.  In Serie A quest’anno ci sono due extraterrestri: Zlatan Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. I due, a colpi di giocate da fuoriclasse e tanto carattere, puntano allo scudetto con Milan e Juventus, due tra le principali favorite come possiamo vedere su Campobet, anche se ovviamente non sono da mettere già fuori dai giochi Inter, Roma e Napoli.

Zlatan Ibrahimovic è stato sempre grande protagonista nel mondo del calcio. Lo svedese è sempre stato un fuoriclasse al quale è mancato qualcosa - forse la Champions - per diventare il migliore. Non a caso non solo non ha mai conquistato il Pallone d’oro, ma non è arrivato in alcuna circostanza nei primi tre, e senza che ci fosse chi gridava allo scandalo. Il segnale di un fenomeno che non è una divinità del calcio.

Un numero uno lo è stato e continua a esserlo, invece, Cristiano Ronaldo, il quale da quasi tre lustri si divide questo ruolo con Messi. Si può discutere su chi sia stato il migliore, non che lo sia stato uno di loro due. Con buona pace di Ibrahimovic.


Grazie a Ibrahimovic la parola "scudetto", dalle parti di Milanello, si sussurra appena. Perché è vietato esaltarsi: sono andate in archivio appena 8 giornate di campionato, la Juve non ha certamente abdicato, l'Inter non è troppo distante nonostante le recenti incertezze, e le altre squadre che occupano i primi 8 posti della classifica hanno buone carte da giocare. Forse non tutte per la vittoria finale, ma di certo per la qualificazione Champions, il vero obiettivo stagionale dei rossoneri. Il Milan, però, non può aver paura di sognare il "tricolore". Non può per la storia e il prestigio del club, non può perché... è il Milan. Paolo Maldini ripete il concetto in ogni intervista: piedi per terra, ma i pensieri stupendi non sono vietati.

Lo svedese non è soltanto importante dal punto di vista realizzativo, è utile per trascinare la squadra. Sotto l'occhio di Zlatan, ogni compagno è stimolato a rendere di più, è un dato di fatto. Avere lui là davanti conta moltissimo, ma non è male nemmeno affidare i guanti al portiere della Nazionale: Donnarumma dà sempre sicurezza e aggiunge leadership. Poi c'è Kessie, promosso rigorista ufficiale dallo stesso Ibra. Perché dal dischetto calcia bene, ma anche perché si è meritato quella responsabilità, vista la costanza di rendimento offerta negli ultimi mesi. Portiere, mediano, punta: l'asse portante di ogni squadra, da un'area all'altra (passando anche per una coppia di centrali ormai collaudata come Kjaer-Romagnoli).

CR7
L’altro extraterrestre di questa Serie A è Cristiano Ronaldo. L’asso portoghese si è ripreso dopo lo stop imposto dal Coronavirus ed ora è pronto a trascinare la Juventus. E se fino a qualche settimana fa il suo futuro alla Juve sembrava in bilico, oggi non è più così. In questi mesi, per esempio, l'effetto Pirlo ha rivoluzionato lo scenario della vita professionale di Ronaldo. Scintilla scoccata fin da primo colloquio quest'estate e rapporto nato sulla base di una solidissima stima reciproca. C'era da aspettarselo, ma non era scontato: i due straordinari campioni si sono riconosciuti tali, parlando la stessa lingua, scoprendo le stesse sensibilità e stabilendo un dialogo professionale (e umano) estremamente proficuo.

A Ronaldo non capitava dai tempi di Zinedine Zidane, con il quale aveva stabilito un rapporto simile. La relazione con l'allenatore non è un dettaglio per CR7, che vive il calcio in modo piuttosto soggettivo, quasi egocentrico, ma neppure lui può prescindere dal funzionamento della squadra (e il modo in cui gira con Pirlo è particolarmente adatto a esaltare le sue caratteristiche). E, soprattutto, ha sempre giovato dal punto di vista psicologico di un confronto continuo con l'allenatore della squadra, soprattutto se alla base di questo c'è grande fiducia.
Inoltre Ronaldo ha realizzato di essere circondato da grandissimi talenti, i quali tuttavia erano cresciuti con il suo poster appesa nella loro camerata. Ronaldo è l'idolo di De LIgt, di McKenney, di Kulusevski, di Chiesa, di Arthur, di Bentancur: ragazzi che hanno iniziato a giocare a pallone quando lui era già uno dei più forti del mondo e che glielo riconoscono in ogni allenamento. E questa circostanza piace moltissimo a Cristiano, che sta prendendo gusto al ruolo di fratello maggiore, di guida per una nidiata di talenti che possono aiutarlo a vincere senza mettere in discussione la sua grandezza.
 
Articolo di Giovedì 26 Novembre 2020

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