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GUARDIA DI FINANZA

Tartufo romeno destinato in Umbria sequestrato dalla Guardia di Finanza

Sequestrato dalle Fiamme Gialle di Adria (Rovigo) un carico di 145,00 kg di tartufo nero proveniente dalla Romania in cattivo stato di conservazione del valore di 35 mila euro

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ADRIA (Rovigo) - Nel corso di un servizio di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti sulla strada statale 309 Romea, i finanzieri della Tenenza di Adria hanno proceduto al controllo di un mezzo di provenienza dalla Romania a bordo del quale era trasportata una grossa partita di tartufo nero.

Approfonditi gli accertamenti si appurava che l’intera partita di merce, pur riportando sull’etichettatura la specifica prescrizione secondo cui i tartufi avrebbero dovuto viaggiare in forma di surgelati alla temperatura controllata di 18 °C., in realtà stava viaggiando a una temperatura ben superiore, trasparendo sin da subito evidenti segni di cattiva conservazione.

Per altro il viaggio era stato intrapreso il giorno prima e risultava destinato ad un esercizio commerciale ubicato in Umbria.

Al fine di accertare definitivamente la qualità del tubero e la sua successiva idoneità all’utilizzo alimentare, su richiesta dei militari operanti è stato fatto intervenire sul posto il personale tecnico specializzato dell’Ulss 5 Polesana di Rovigo, il quale certificava il cattivo stato di conservazione.

L’interruzione della “catena del freddo”, infatti, può pregiudicare le caratteristiche organolettiche di alcuni prodotti alimentari in modo determinante, rendendoli non sicuri per il consumo umano.

A seguito di quanto rilevato si è proceduto al sequestro e quindi, alla distruzione di 145,00 kg. del prezioso tubero il cui valore stimato sul mercato è di circa 35.000 euro.

La violazione così riscontrata è stata contestata nell’imminenza dei fatti al trasportatore avendo questi violato l’art. 4, comma 2 del Reg. UE 852/2004 e l’art. 6 c. 5 del D.lgs n. 193/2007, da cui discende l’applicazione di una sanzione commisurata tra euro 500 a euro 3.000.

Accertamenti sono in corso sulla azienda destinataria della merce per capire se questa, in qualche modo, poteva alimentare il mercato illegale del prezioso tubero, magari spacciandolo per prodotto di qualità attestandone un origine diversa in danno di acquirenti poco esperti.

Il tartufo nero, che diversamente da quello bianco non può essere coltivato, ha prezzi che variano dai 30 ai 250 euro al chilo, fino ad un massimo di circa 700 euro per quello più pregiato e spesso proviene da paesi dell’est o asiatici.

Interventi come questi attestano come il controllo economico del territorio garantito quotidianamente dalla Guardia di Finanza contribuisce a garantire la corretta circolazione sul mercato di prodotti sicuri per il consumatore finale, nonché conformi agli standard qualitativi previsti dalle normative di settore.

Articolo di Sabato 28 Novembre 2020

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