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POLIZIA PENITNZIARIA

Nel carcere di Rovigo verranno trasferiti i detenuti del Triveneto con il Covid-19

La FpCgil Penitenziari lancia l’allarme, a Rovigo in arrivo detenuti di “alta sicurezza” con il coronavirus, ma non ci sono sufficienti agenti della polizia penitenziaria, inoltre l’infermeria non ha il personale operativo h24, e non è l’unico problema

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ROVIGO - Problema cronico di personale, accentuato da un piano operativo per la prevenzione e il contenimento emergenza sanitaria Sars – Covid-19 negli Istituti Penitenziari del Triveneto, che vede Rovigo e Trento come strutture di detenzione per i positivi. Lo ha appreso la Fp Cgil che chiede un intervento del Prefetto e del Sindaco di Rovigo, affinchè il piano non sia calato all'interno del carcere di Rovigo, senza una valutazione più approfondita da parte del Prap di Padova. Carcere che deve necessariamente avere dei locali adibiti ad infermeria, con un sistema assistenziale h24, dove all'interno degli stessi vi possono essere collocati detenuti positivi al Covid-19.

“A Rovigo i reparti non hanno una divisione netta - sottolinea Fp Cgil - come indicherebbe il protocollo anti Covid. Uno è diviso da due cancelli divisori, dove nel mezzo vi è un unica rotonda. Altra cosa in comune tra i due reparti sono le vie d'ingresso, poichè i poliziotti e gli infermieri salgono e scendono per la stessa scala, quindi ci si trova che chi svolge servizio all'interno del reparto covid sale o scende con chi svolge servizio nel reparto non covid”.

La situazione di mancanza di personale nella Casa Circondariale di Rovigo, con l'assegnazione di ulteriori detenuti di “alta sicurezza” (reati gravi, ndr), positivi al Covid-19, provenienti da altri carceri del Triveneto, comporta un impiego maggiore, rispetto all'attuale, di unità di polizia penitenziaria nei vari turni di servizio peri assicurare la vigilanza.

“Da non perdere di vista è il numero dei poliziotti penitenziari positivi al covid - sottolinea la Fp Cgil - che attualmente sono 7, ma possono aumentare. Una situazione così appena rappresentata incide negativamente sul buon andamento del servizio, come già incide negativamente il numero di personale che frequenta corsi universitari, ben 19 unità, e personale che fruisce di Legge 104/92, sono 9 unità. Sommate tutte queste situazioni e con l'aggiunta di detenuti positivi ad alta sicurezza, minando i diritti minimi del personale restante, è facile capire che non verranno sempre garantiti, anzi.  Esiste anche il problema dei tamponi da far svolgere a tutto il personale del carcere, spinoso problema poichè essi vengono svolti con ritardo, circa due mesi tra un tampone e l'altro, anche per i detenuti”.

Ma non è tutto. “Il personale infermieristico non è garantito nell'arco delle 24 ore. Mancano apposite apparecchiature di ventilazione qualora il paziente abbia difficoltà respiratorie. Va anche in questo caso evidenziato che l’Ospedale di Rovigo, rispetto ad altre strutture, risulta essere insufficientemente attrezzata a contenere al proprio interno reparto covid, detenuti classificati “AS”. Questo pone il problema del piantonamento da parte del personale della polizia penitenziaria”.

 

 

Articolo di Sabato 28 Novembre 2020

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