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GIORNATA MONDIALE CONTRO L'AIDS

Un cortometraggio per rompere il muro del silenzio

1° dicembre - Giornata mondiale contro l’Aids. Per l’anno 2020 “Tralaltro Arcigay Padova Aps” e le Commissioni per le Pari Opportunità di Rovigo e Feltre hanno unito le forze per produrre un cortometraggio

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ROVIGO - Dal 1° dicembre 1988 si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro l'Aids. Per l’anno 2020 “Tralaltro Arcigay Padova Aps” e le Commissioni per le Pari Opportunità di Rovigo e Feltre hanno unito le forze per produrre un cortometraggio in grado di emozionare, educare e sensibilizzare chiunque lo veda, indipendentemente dall’età, dal genere o dall’orientamento sessuale, che viva con Hiv o che per almeno un giorno voglia sentirsi “sierocoinvolto”.

Il cortometraggio, interpretato da Gianluca Paradiso, giovane attore padovano, sarà visibile sui canali social del Circolo Tralaltro di Padova e su quelli dei Comuni di Feltre e di Rovigo.

L’Aids, sindrome causata dall’infezione del virus dell’Hiv è stata la prima grande pandemia capace di cambiare per sempre le nostre vite. La sindrome è stata riportata in letteratura per la prima volta solo nel 1981 come “immunodeficenza gay-correlata” perché si credeva che solo i gay la potessero contrarre, data la sua prevalenza in quella comunità. Nei primi anni Hiv conduceva alla morte nel giro di poco tempo, successivamente con l’avvento delle prime terapie le possibilità di sopravvivere divennero sempre più una certezza e oggi le persone che seguono una terapia costante hanno una carica virale non rilevabile: ciò significa che non possono trasmettere il virus ad altre persone. Inoltre, negli ultimi anni è stata introdotta la PrEP, una profilassi pre-esposizione accessibile anche in Italia in grado di impedire a chi la assume di contrarre il virus nel caso avvenga un contatto a rischio con persone Hiv positive e non ancora in terapia.

A lungo la fobia per Hiv ha accompagnato i maschi omosessuali, le persone trans e i loro partner, vittime dello stigma collegato all’omobitransfobia e anche spesso a quello di malati altamente contagiosi, pericolosi, da evitaredichiara Mattia Galdiolo presidente di Arcigay Tralaltro Padova APS. “L’Aids ha segnato la storia della nostra comunità, ha decimato una generazione di uomini gay e di persone trans, e per decenni oltre alla paura per la propria salute, all’omobitransfobia, e alle incognite sul futuro, le persone con Hiv dovevano e spesso devono ancora oggi subire lo stigma associato all’Aids. É necessario partire da una corretta e ampia informazione, scevra da paure e pregiudizi e che sappia andare oltre gli inutili moralismi che spesso accompagnano le informazioni sulle malattie a trasmissione sessuale. Inoltre, i test e le terapie per le malattie a trasmissione sessuale vanno rese accessibili gratuitamente e in forma anonima per tutti, anche ai minori con 14 anni di età”.

Dobbiamo rompere il muro del silenzio che avvolge l’Hiv. - dichiara Patrizia Maria Milani, presidente della Commissione per le Pari Opportunità di Feltre - di fronte al costante aumento dei casi, questo video vuole essere un punto di partenza per innescare dialogo su un tema nei confronti del quale l’attenzione pubblica è troppo bassa da anni. È nostra intenzione, come Commissione Pari Opportunità di Feltre attivarci su prevenzione ed educazione, a partire dalla scuola, in cui sicuramente questo video verrà usato. Serve maggiore attenzione, da parte di tutte e tutti, all’educazione all’affettività e alla sessualità”.

Aggiunge Alessandra Tozzi, presidente della Commissione per le Pari Opportunità di RovigoL’Hiv è un virus di cui si sente parlare di rado; sembra sia patologia superata o, peggio, ancora legata a pregiudizi e stereotipi sessuali. La Commissione Pari Opportunità del Comune di Rovigo intende occuparsi di prevenzione e di promozione di buone prassi; per questo motivo abbiamo accolto l’invito dei colleghi di Feltre: creare reti e diffondere conoscenza è la chiave per fare la differenza”.

Sebbene oggi fare sesso con persone che vivono con Hiv in terapia (Tasp) non sia pericoloso, il passato è ancora in grado di gettare delle ombre sulla loro immagine, lo si è evinto da una ricerca composta da 20 interviste in profondità condotte da Mirco Costacurta, dottorando in Scienze Sociali presso l’Università degli Studi di Padova, a partire dalle quali egli ha messo in scena le loro voci.

Mi sono chiesto come fosse possibile che ancora oggi si viva la paura di questo virus, malgrado le terapie e le forme di prevenzione lo rendano quasi ridicolo in confronto a malattie croniche tipiche della società del benessere che stiamo vivendo, come il diabete, il cancro o le nuove patologie legate all’inquinamento ambientale. Durante questa ricerca ho scoperto che dal contesto medico alla prevenzione nelle scuole non siamo ancora riusciti a superare le paure del passato, per questo ho pensato che fosse importante raccontare cosa significasse sopravvivere con Hiv negli anni ‘90 e cosa vuol dire oggi vivere con questo virus”.

Nel cortometraggio “non riVeLabili” i racconti biografici dei ragazzi intervistati si intrecciano e si armonizzano tra di loro per generare quattro monologhi appartenenti a periodi storici e contesti molto differenti, interpretati da Gianluca Paradiso, giovane attore padovano, già autore e attore protagonista di Invisibili (Doc) spettacolo teatrale che tratta la tematica del "disturbo ossessivo compulsivo".

È stato un percorso fuori e dentro di me, un duro lavoro di ricerca e approfondimento per dare risalto a ogni sfumatura. Il testo, in questo caso, mi è venuto incontro sin da subito perché solo leggendolo si evince il “percorso” da seguire per lavorare con le emozioni e mettere in discussione ogni certezza. Personalmente, io non vivo con Hiv, dunque mi sento orgoglioso di aver prestato volto e voce a queste testimonianze, con l’intento di dare speranza a tutti coloro che vivono questa situazione e fiducioso che, vedendo questo video, non si sentano soli o smarriti affinché realizzino che non c’è alcun motivo di temere le persone che vivono con Hiv”.

Stavolta il tema dell’Hiv è una fiaba dantesca, il cammino di quattro differenti voci che fanno parte di uno stesso coro e che dagli oscuri abissi della storia, in cui prevalgono la vergogna, la paura e la disperazione, ci accompagnano verso l’orgoglio, la voglia di vivere e la serenità, alla luce del sole dei giorni nostri. Lungo questo percorso, che è sia personale che collettivo, la fatica, la lotta e la rabbia ci permettono di avvicinarci e comprendere un tema spesso poco raccontato, in parte dimenticato, confuso e manomesso da chi non lo vive in piena persona, ma soprattutto ancora pervaso da spettri e false credenze proprie del passato e che ancora si aggirano nel senso comune e rendono la vita sessuale un’insidia anziché un piacere. A rendere il prodotto un gioco di ombre e luci in cui lo spettatore può immedesimarsi in ogni scena, sono la co-regia, la fotografia e il montaggio di Diego De Francesco, regista, attore e formatore teatrale e cinematografico, visto al cinema  nell'ultimo film di Antonello Belluco “On my shoulder” e nello spettacolo teatrale “Non Ritorneremo - Cronistoria di un disastro” dove porta in scena sotto forma di teatro civile il disastro nucleare della centrale di Chernobyl, avvenuto il 26 Aprile del 1986.

Ho condiviso con Mirco Costacurta questo progetto perché credo che in un momento attuale come questo che stiamo vivendo, dove il mondo ha rallentato la sua  velocità, sia il modo migliore per fermarsi e guardare il passato soprattutto un periodo storico, che è stato, e in primo luogo quello dell'Aids, dove uomini e donne hanno sofferto, e per un lungo momento le loro voci sono state soffocate dai tabù morali della nostra società.

Alla luce di questo e della raccolta scrupolosa delle testimonianze delle persone vittime di questo oscuro momento, svolta da Mirco Costacurta, ho deciso di sposare questa causa per il bene collettivo, e raccontarla attraverso il mezzo cinematografico penso sia la giusta sensibilità per dare luce e vita a queste parole”.

 

Articolo di Lunedì 30 Novembre 2020

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