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AGRICOLTURA 

Danni da cimice asiatica, in Veneto arrivano ristori per 32 milioni 

Danneggiamenti fino a 100 milioni di euro. Flagellate, in particolare, le coltivazioni a pero e a melo (ma anche kiwi, pesche e nettarine) dell’Alto e del Medio Polesine, per la Cia Rovigo i contributi sono una boccata d’ossigeno importante

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ROVIGO - 32 milioni di euro assegnati alla Regione Veneto quale forma di ristoro per i danni causati dalla cimice asiatica. In alcune aziende agricole dell’Alto e del Medio Polesine, le zone più colpite, i danneggiamenti alle coltivazioni di pero e di melo (ma anche kiwi, pesche e nettarine) hanno coinvolto fino all’80% dell’intera produzione

Sono diversi anni, peraltro, che Cia interviene nelle sedi più opportune per chiedere al Governo rimborsi ad hoc a favore degli imprenditori agricoli colpiti da questo flagello. Oggi, finalmente, la conferma dei contributi messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. 

“Si tratta di una boccata d’ossigeno importante per i nostri produttori – commenta il presidente di Cia Rovigo, Giordano Aglio – che, se non risolve del tutto i problemi, quanto meno permette di guardare con cauto ottimismo al futuro”. “Ci trovavamo in una situazione – ricorda lo stesso presidente – in cui il danno da marmorata non era assicurabile. Fra le azioni portate avanti, abbiamo chiesto l’apertura dello stato di calamità ai sensi della legge 102 al fine di consentire agli agricoltori di attingere a fondi speciali”. Il primo risultato fu un accordo tra il Dicastero alle Politiche agricole e Abi, Associazione bancaria italiana, che prevedeva la sospensione dei mutui nelle zone maggiormente colpite. “Sono seguite – aggiunge Aglio – trattative con la Regione e con il Governo, con l’obiettivo di chiedere all’Ue modifiche alle norme e ai regolamenti comunitari per aumentare la clausola di salvaguardia per le Organizzazioni di Produttori fino all’80%”. Secondo Cia Rovigo, “l’arrivo di questi 32 milioni offre un ristoro importante. Tuttavia, non possiamo abbassare la guardia. Continueremo ad interessarci della vicenda, auspicando che nel frattempo la ricerca scientifica porti a buoni risultati”. 

Dal 2012 (allorché ci furono i primi avvistamenti) la cimice asiatica non è mai scomparsa dal territorio. Di fatto, tuttora minaccia le produzioni d’eccellenza. Al fine di contrastare la sua presenza il Servizio Fitosanitario centrale ha redatto un cronoprogramma riguardante il lancio dell’insetto antagonista, ovvero la vespa samurai (106 i siti idonei individuati in tutta la Regione). Questo è stato declinato, a livello locale, in uno specifico progetto messo a punto dall’Unità organizzativa Fitosanitaria della Regione, in collaborazione con l’Università di Padova.

Articolo di Lunedì 30 Novembre 2020

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