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SANITA’

Su tutto il territorio, in 11 mesi, 8.535 pazienti assistiti a casa

Assistenza domiciliare integrata dell’Azienda Ulss 5 di Rovigo: cambio di sede per una migliore accessibilità

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ROVIGO - Dal 25 novembre 2020, per migliorare l'accessibilità degli utenti e degli operatori. il servizio Adi di Rovigo è stato trasferito al piano terra – corpo F – della Cittadella Socio-Sanitaria nei locali della ex Farmacia Territoriale. L' accesso è dal parcheggio antistante il Blocco B.

Rimangono invariati gli orari della Centrale Operativa Adi, come di seguito indicato. Accesso al pubblico: Dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10 alle ore 11.30. il Lunedì e il Mercoledì  dalle ore 14.30 alle ore 17. Contatto Telefonico (Call Center) dal Lunedì al Venerdì dalle ore 11.30 alle 13.30 - tel. 0425/393700, fax 0425/393777, email adi.ro@aulss5.veneto.it

L' assistenza domiciliare integrata (Adi) dell'Azienda Ulss 5 Polesana, con le equipe infermieristiche e gli operatori socio-sanitari copre capillarmente tutto il territorio polesano.

Nell'anno 2020 (1/1/2020 – 18/11/2020) sono stati assistiti su tutto il territorio 8.535 pazienti nei diversi profili assistenziali.

Anche in questo difficile periodo di epidemia il servizio Adi, in integrazione con le Usca (Unità speciali di Continuità Assistenziale), i Medici di famiglia, i Pediatri, l'ospedale di Comunità e la Centrale Operativa Territoriale contribuisce fortemente alla continuità delle cure e alla presa in carico sanitaria.

L'assistenza è rivolta a tutte le classi di età della popolazione polesana. Gli assistiti presi in carico possono essere affetti da temporanea disabilità o patologia acuta, b in un crescendo di attività di presa in carico sanitaria integrata che nel tempo è diventato sempre più complesso e specialistico.

“Il sostegno sanitario offerto non è soltanto cura delle infermità preesistenti o delle nuove disabilità e patologie, ma è anche supporto allo status emotivo debilitante conseguente alla patologia, alla situazioni di abbandono, di  lontananza geografica o fisica dai propri affetti e all' impossibilita' a esprimere le proprie necessità – spiega il Direttore generale dottor Antonio Compostella - Non irrilevante è anche il supporto al familiare che è chiamato nell'assistenza domiciliare ad agire in prima persona per le esigenze psico-fisiche del familiare malato o infortunato con il carico di fatica fisica ed emotiva che questo comporta. L'operatore sanitario che presta la propria attività al domicilio diviene pertanto caposaldo e supporto ai bisogni della parte più fragile della popolazione e avamposto sanitario, e in parte sociale, con la funzione di ascolto, presa d'atto delle necessità e assunzione condivisa delle decisioni conseguenti e informazione specifica legata alla gestione della quotidianità che assume particolare importanza in questo momento contingente di restrizione della libertà di movimento in un giornaliero incontro con la fragilità umana sanitaria e non solo”.

 

Articolo di Martedì 1 Dicembre 2020

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