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LE ESEQUIE

Tanta la commozione per l’ultimo saluto all’avvocato Pietro Pizzo

Il Covid-19 se l’è portato via in poche settimane, il 1 dicembre nella chiesa di San Pietro Martire di Baruchella (Rovigo) la piccola comunità altopolesana ha dato l’addio all’avvocato Pietro Pizzo morto a soli 61 anni

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BARUCHELLA (Rovigo) –  Martedì 1 dicembre si sono svolte, nella chiesa di San Pietro Martire di Baruchella, le esequie dell’avvocato Pietro Pizzo, 61 anni, in un’atmosfera di sincera partecipazione della piccola comunità.

“Si può essere amici per sempre”! recita il titolo di una leggendaria canzone dei Pooh, non era la musica che preferiva Pietro, ma con queste parole il farmacista del paese, Gianluca Pavan, ha commemorato l’amico fin dai tempi dell'asilo e di tutta una vita. Tuttavia il commosso ricordo di Gianluca ha interpretato i sentimenti di tutti i presenti alla funzione religiosa e, ancor più, di quelli che hanno frequentato Pietro, “el putin”, cioè il più giovane dei tre fratelli Pizzo (Luisa ed Alberto gli altri due), nati da una stimatissima famiglia di Baruchella. Beffardo però il destino, con la complicità del Covid, se l’è portato via in poche settimane.

L'infanzia, il momento più bello della vita di un bambino, quello della massima felicità già aveva proiettato un’ombra crudele, privandolo del padre e facendolo perciò crescere in fretta.

Lo ha ricordato l’amico Gianluca: “Hai conosciuto il sacrificio, hai dovuto dare anticipatamente il tuo contributo per aiutare la famiglia, andando incontro a tante rinunce per coronare il sogno di una vita e diventare avvocato”. Sì, perché quando gli si chiedeva: "Cosa farai da grande?", Lui  candidamente rispondeva appunto "L'avvocato". Laureatosi brillantemente, riscosse la stima e l’affetto dei colleghi e dei magistrati che ne hanno sempre riconosciuto il valore e la specchiata integrità professionale.

Trasferitosi a Bologna, non ruppe mai il rapporto con il paese d’origine, dove tornava quando possibile per prendersi cura della casa di famiglia ed anche per alimentare con gli amici la passione per le due ruote a motore.

Brillante e mai noioso sapeva affrontare qualsiasi argomento, come sa fare un uomo intelligente e colto. “Eri un vero signore e non hai dovuto far nulla per diventarlo, ci sei nato”, ha concluso la commemorazione Gianluca.

Dall’ambone della chiesa gli ha fatto eco Massimo Gulmini che lamentando come sia difficile accettare la scomparsa dell’amico ha parlato “…di una perdita che fa tanto male e persino arrabbiare”. “Siamo orfani della tua umanità ma … un’amicizia come la nostra, tatuata sul cuore è eterna”.

Per chi crede non resta che la consolazione di pensarlo parte di un disegno imperscrutabile e immaginarlo in paradiso dove non c’è bisogno di avvocati, perché quello e il posto delle persone buone, oneste, perbene, in definitiva il posto giusto per Pietro.

Confusi fra i molti amici di Pietro, erano presenti alla funzione Natale Ferrari, Maurizio Tramarin e Fabio Ortolan (impossibile però elencali tutti), il sindaco Natale Pigaiani, la sua vice Mariella Sperandio.

Con la sobria compostezza e la coesione che da sempre caratterizza le piccole comunità polesane, i convenuti si sono stretti attorno al feretro testimoniando con un lungo eloquente silenzio la condoglianza con i fratelli Luisa, Alberto ed i nipoti.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 1 Dicembre 2020

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