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CARABINIERI

Sgominata la banda che rubava nelle Chiese

Furti d’arte, i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale individuano organizzazione criminale che depredava chiese sull’intero territorio nazionale. Oggi la restituzione di quanto rubato a Occhiobello e Porto Viro (Rovigo)

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OCCHIOBELLO (Rovigo) - Il 2 dicembre 2020, alle ore 15,30, due importanti restituzioni nella Chiesa di San Lorenzo a Occhiobello (Rovigo) grazie ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) 

Un inginocchiatoio in legno intagliato, rubato il 13 maggio 2010, consegnato dal Maggiore Giampaolo Brasili, Comandante del Nucleo Tpc di Napoli, al Parroco della Chiesa, Padre Patrizio Bodrini, alla presenza del Vescovo di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello.

Nella stessa circostanza, consegnata dai Carabinieri una scultura in legno raffigurante Gesù Bambino, rubata il 10 febbraio 2011, a Giuseppe Cremonese, rappresentante della Parrocchia di San Bartolomeo di Porto Viro (Rovigo).

Una complessa indagine condotta dal Nucleo Tpc di Napoli, coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea, ha permesso ai Carabinieri di individuare ventinove persone di un’organizzazione criminale con base logistica in Campania che ricettava beni preziosi rubati da luoghi di culto e istituti religiosi collocati sull’intero territorio nazionale.

Le indagini dei militari hanno fatto accertare che la banda era attiva già da numerosi anni nel settore dell’antiquariato e dei beni ecclesiastici grazie alle specifiche conoscenze dei ricettatori che, appassionati d’arte o, in alcuni casi, ex titolari di negozi, erano il tramite per la commercializzazione degli oggetti proventi di furto. L’iter era consolidato: alcuni avevano il compito di effettuare sopralluoghi per individuare luoghi di culto vulnerabili e non vigilati, altri si occupavano del reperimento dei beni per individuare i canali illeciti di vendita, ad altri ancora spettava infine la collocazione dei pezzi rubati, dai mercati rionali per gli oggetti di minore rilevanza a trattative private nel caso di opere di notevole valore commerciale.

Di fondamentale importanza, per l’individuazione dei beni, è risultata la comparazione delle immagini degli oggetti sequestrati con quelle contenute nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, gestita dal Comando Tpc dei Carabinieri.

Gli oggetti recuperati, derivanti da 55 furti compiuti sull’intero territorio nazionale (da Bolzano a Catania), provengono in prevalenza da chiese e abitazioni private. Tra i più rilevanti da ricordare, l’intero tesoro di San Donato, asportato dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli di Acerno (SA), e due busti in legno raffiguranti San Paolo e San Pietro, rubati dalla Chiesa di San Carlo a Cave (RM).

La restituzione odierna, nel quadro della collaborazione fra i Carabinieri e i titolari degli Uffici Diocesani preposti al patrimonio religioso, segue di poco l’operazione compiuta dal Nucleo Tpc di Cagliari, che aveva smantellato un gruppo di finti restauratori dediti a raggiri ed estorsioni in danno di parroci e responsabili di altri luoghi di culto.

Articolo di Mercoledì 2 Dicembre 2020

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