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AMPLIAMENTO TRIBUNALE ROVIGO

Per Cgil, Cisl e Uil il tribunale deve rimanere in centro

Pieralberto Colombo, Cgil Rovigo, Samuel Scavazzin, Cisl Padova, Fabio Osti, Uil, chiedono di bloccare l’arrivo del carcere minorile per consentire l’ampliamento del Tribunale

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ROVIGO - “In termini di sviluppo e crescita ulteriore del nostro Comune Capoluogo ed in particolare del suo centro storico, come condiviso da tutte le forze politiche locali nella scorsa campagna elettorale, resta tra le priorità la permanenza del Tribunale nella sua attuale allocazione. Il suo spostamento provocherebbe ulteriori difficoltà, anche potenzialmente occupazionali, alle varie attività economiche del centro che già sono in sofferenza a causa delle ricadute legate all’emergenza sanitaria in corso. Anzi gli spazi ora liberi della vecchia casa circondariale potrebbero finalmente essere utilizzati per l’unificazione in tale area del Tribunale stesso oggi suddiviso in cinque diverse sedi distribuite in varie zone della città, con tutti i disagi che ciò comporta. L’unificazione potrebbe invece contribuire a dare un ulteriore impulso alla rivitalizzazione del centro storico, considerato anche che il Tribunale ha acquisito le competenze di 40 Comuni della Bassa Padovana”

Lo sostengono con forza Pieralberto Colombo, Cgil Rovigo, Samuel Scavazzin, Cisl Padova , Fabio Osti, Uil. Una decisione già presa per il capoluogo, un ampliamento negato, al momento, negli spazi dell'ex casa circondariale di via Verdi, per via dell'interesse ministeriale nella costruzione di un carcere minorile.

“Tale questione si collega inevitabilmente alla vicenda del previsto trasferimento del carcere minorile da Treviso a Rovigo, proprio in tale area e con costi non indifferenti. Crediamo che il trasferimento del carcere minorile sia un errore sotto vari aspetti e che perciò vada contrastato. Innanzitutto perché impedirebbe l’allargamento del tribunale di Rovigo nella sua attuale collocazione in centro storico, ma anche perché comporterebbe per i giovani detenuti inseriti giustamente in percorsi di recupero - data la loro giovane età - una interruzione di tali percorsi dovendo trasferirsi di molti chilometri. Lo stesso valga per i lavoratori occupati a Treviso e per le stesse associazioni che collaborano nelle importanti attività sociali collegate. Tutte ragioni che ci spingono a dire che non è ancora troppo tardi per tentare di bloccare questa operazione se tutti gli attori coinvolti sapranno far sentire la voce del Territorio”.

Articolo di Mercoledì 2 Dicembre 2020

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