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GIUSTIZIA

Difendere tutti. Senza distinzione

L'appello del Consiglio dei presidenti dell'Unione delle camere penali del Veneto. Dal Polesine l'avvocato di Adria Giuseppe Carinci

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ROVIGO - Il presidente Giuseppe Carinci della Camera penale di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) condivide la ferma posizione del Presidente dell’Unione delle Camere Penali del Veneto Federico Vianelli in merito alla notizia di un Avvocato che ha rinunciato alla difesa di un indagato per omicidio nei confronti della propria compagna.

"La notizia – complice anche la concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne – ha destato clamore, perché il difensore ha dichiarato pubblicamente di non poter accettare la difesa «dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne» e ancora perché sarebbe «tutta dall’altra parte» rispetto a chi assume un incarico di questo tipo.

Queste dichiarazioni, proprio perché rilasciate pubblicamente, richiedono una ferma presa di posizione, tesa a ribadire all’opinione pubblica, a scanso di ogni equivoco, quale sia il ruolo del difensore nel processo penale.
Nessuno di noi vuol mettere in discussione la libertà del difensore di fiducia di accettare o non accettare un incarico difensivo (possibilità che ovviamente non vale per il difensore d’ufficio che invece, salvo situazioni di incompatibilità, ha l’obbligo di prestare la difesa).
Ma questa libertà non può tradursi nel rilasciare pubbliche dichiarazioni sulle ragioni della mancata accettazione dell’incarico, perché ciò può pregiudicare la posizione giuridica dell’indagato/imputato (il che sarebbe già, di per sé, estremamente grave) ed al contempo getta una pericolosa ombra sulla figura ed il ruolo dell’Avvocato.

Da sempre le Camere Penali si battono per rivendicare la distinzione tra la posizione del difensore e quella dell’accusato, troppo spesso inopinatamente confuse e sovrapposte nell’opinione pubblica e nella cronaca giornalistica.
Il Difensore, soprattutto quando assiste persone accusate di crimini ripugnanti, viene malamente identificato con il suo assistito, come se la tutela del diritto costituzionale di difesa divenisse difesa delle azioni contestate.

L’Avvocato non difende le azioni dell’accusato/imputato, ma è figura indispensabile per garantire il suo diritto ad un processo giusto ed equo, perché solo all’esito di un processo siffatto uno Stato autenticamente democratico può giungere ad una sentenza (sia essa di assoluzione o di condanna).
Su questa tema equivocare non è possibile né consentito, come invece si è rischiato e si rischia di fare quando vengono rese pubbliche e manifeste le ragioni della mancata accettazione dell’incarico difensivo.
Noi, oggi come ieri, sentiamo il dovere di rivendicare pubblicamente un principio che ci pare elementare, eppure così gravemente e spesso messo in discussione: il diritto di difesa va riconosciuto a tutti, indistintamente, gli accusati di ogni reato, anche del più bieco e ripugnante.
Questo è lo Stato di diritto ed il diritto di difesa.


Questa è la ragione della indispensabile presenza dell’Avvocato nel processo, garanzia da riconoscere a tutti, senza alcuna distinzione".
Articolo di Giovedì 3 Dicembre 2020

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