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SANITA’

Ospedale di Adria, i sindacati chiedono un incontro urgente con il direttore dell’Ulss 5

Secondo i segretari di Cgil, Cisl e Uil Rovigo, l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza alcune carenze del sistema sanitario territoriale già denunciate in precedenza

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ROVIGO - I segretari confederali Cgil, Cisl e Uil di Rovigo Davide Benazzo, Stefania Botton e Fabio Osti hanno chiesto un incontro urgente al direttore dell’Ulss5 Antonio Compostella per acquisire informazioni e chiarimenti in merito alle criticità del presidio ospedaliero di Adria ed in particolare alle prestazione erogate ed alle attività gestite dai servizi socio sanitari. “Ribadiamo – si legge nella richiesta – la necessità di avere le informazioni richieste attraverso un incontro in tempi stretti per le delucidazioni del caso”.

Secondo i segretari delle Organizzazioni Sindacali polesane, l’emergenza sanitaria ha messo in evidenza alcune carenze del sistema sanitario territoriale già denunciate in precedenza. “Abbiamo sempre difeso un modello di sistema sanitario diffuso capillarmente sul territorio e accessibile in misura uguale a tutti i cittadini. Siamo preoccupati per le esigenze di cura che non rientrano nell’emergenza Covid e per il rischio che un difficile accesso ai percorsi di diagnostica e di prevenzione possa gravare sulla salute dei cittadini e in particolare degli anziani”.

Il segretario della Cgil Rovigo Davide Benazzo, la segretaria territoriale della Cisl Padova Rovigo Stefania Botton e il segretario della Uil di Rovigo Fabio Osti rivolgono un invito anche al presidente della Regione Luca Zaia, perché ponga maggiore attenzione alla sanità del Polesine nel suo insieme. “Già all’indomani dell’approvazione delle schede ospedaliere avevamo segnalato carenze e disparità nella distribuzione dei servizi sanitari. Ora con la pandemia non è accettabile che un ospedale importante come quello di Adria venga sguarnito di rilevanti servizi e reparti. Questo vuole dire depauperare l’intera sanità polesana. Un processo iniziato nell’Alto polesine che sta proseguendo ora nell’adriese. Vorremmo avere informazioni sul futuro dei modelli assistenziali nella nostra provincia e sulle risposte che saremo in grado di dare ai bisogni dei cittadini. Ricordiamo che anche la cittadella socio-sanitaria di Cavarzere, nel territorio dell’Ulss3, non è più classificata come ospedale e che quindi i pazienti del Basso polesine che vi facevano riferimento ora sono costretti a rivolgersi alle strutture di Chioggia o di Rovigo, in alcuni casi anche a 40 o 50 chilometri di distanza. Questo sicuramente non è il modello assistenziale che vogliamo come Cgil, Cisl e Uil. Chiediamo quindi un intervento urgente – concludono i segretari sindacali – per evitare ulteriori tagli a servizi o reparti ospedalieri e garantire ai cittadini del Basso polesine e di tutta la provincia di Rovigo di essere trattati con pari dignità rispetto a quelli di tutte le altre province venete per quanto riguarda le risposte adeguate ai loro bisogni di cura”.

Articolo di Venerdì 4 Dicembre 2020

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