Condividi la notizia

POLITICA CORBOLA

Michele Domeneghetti: "La minoranza torni in consiglio a rappresentare i propri elettori"

Il primo cittadino di Corbola (Rovigo) sottolinea che il consiglio comunale non è un talk show, che le discussioni si fanno proprio in questa seduta pubblica e non sui social, oltre a concludere la polemica sullo streaming

0
Succede a:
CORBOLA (Rovigo) - Dopo i continui e duri attacchi della minoranza consiliare di Corbola, con l'assenza volontaria per ben tre volte dal consiglio comunale, per avere lo streaming della seduta pubblica (LEGGI ARTICOLO), a loro parere uno strumento essenziale per garantire la democrazia e un giusto coinvolgimento della popolazione corbolese, arriva la risposta del primo cittadino Michele Domeneghetti, che non risparmia critiche al consiglieri comunali capaggiati da Rossano Doati. 

"Mi prendo volentieri l’onere di scrivere le riflessioni che hanno impegnato i miei pensieri dopo aver letto l’articolo della mia minoranza. Non lo faccio per ribattere alle accuse, pretestuose, facilmente confutabili, oramai ripetitive, anche poco originali perché so che poco servirebbero a loro ed a pochi altri, ma lo faccio perché spero che queste riflessioni possano servire a chi possiede più ragionevolezza, intelligenza, onestà intellettuale, oltre che libero da preconcetti e senza posizione di partito per soffermarsi un attimo nel ragionamento".

Aggiungendo: "Riflessioni, con mia stessa sorpresa, mosse più da un sentimento di tenerezza piuttosto che da rabbia e disprezzo, tanto che l’istinto di allontanare tali accuse ha lasciato il posto alla voglia di comprendere, l’irritazione ha lasciato il posto alla pazienza ed il disinteresse alla curiosità. Curiosità soprattutto di capire da dove potesse arrivare tanta stravaganza e bizzarria da non accorgersi che, nelle proprie affermazioni sta il germe della propria inesperienza ed inadeguatezza".

Sottolineando poi un punto importante: "Il ruolo del consigliere, tanto di maggioranza quanto di minoranza, nell’ordinamento democratico rappresentativo italiano rappresenta (letteralmente) coloro che lo hanno votato. Gli elettori nell’atto del voto hanno di fatto delegato i candidati consiglieri affinchè possano rappresentarli presso l’organo consigliare principale locale che è il consiglio comunale".

"In questo contesto chi si candida e viene eletto, è chiamato ad offrire la propria professionalità, il proprio tempo ed il proprio impegno per compiere al meglio il mandato per cui è stato eletto, in primis partecipando alle assemblee, occupandosi fattivamente e costruttivamente delle problematiche ad esso sottoposte, valutando le proposte avanzate o facendone di proprie. Per questo al consigliere viene riconosciuto il diritto di accedere a qualsiasi documento, chiedendolo agli uffici o cercandolo sul sito ufficiale (albo pretorio online), ma ha soprattutto il dovere di studiare, e, debitamente documentato, recarsi in consiglio".

"Il consiglio comunale è il luogo della discussione dove il consigliere edotto ha modo di proporre la propria visione personale o del gruppo di cui può far parte. Nel dibattito le visioni, siano esse tecniche o politiche, possono collimare, divergere, trovare la via del compromesso o la soluzione per le parti accomodante, di certo però
la tecnica dell’abbandono dell’aula non è nell’immaginario di nessun buon negoziatore né predispone l’interlocutore al dialogo né far percepire quell’apertura alla collaborazione tanto paventata".

"Ma seppur volessimo dare credito all’idea bieca e macchiavellica di abbandonare l’aula per far cadere il numero legale ed impedire il voto potremmo in un qualche modo anche dare ragione dell’agito, invece nemmeno a questo. E quindi a che è servito? E’ bene sapere che la minoranza che ci troviamo, una volta adducendo giustificazioni personali, altra volta tecniche (non in grado di connettersi), ed oggi per la mancata concessione dello streaming, sono tre consigli che non si presenta".

"Con tutti i problemi che dobbiamo affrontare (specie in questo momento duro soprattutto per la nostra comunità) è così importante per questa minoranza lo streaming? Così importante da venire meno al proprio mandato di rappresentanza del proprio elettorato? Tanto da tralasciare discussioni su bilancio, tributi, contributi, agevolazioni, destinazione di risorse pubbliche, progettualità e strategie per il bene della nostra comunità?

"Si dichiara espressamente che non si ha il tempo sufficiente per visionare la documentazione ma si trova il tempo per polemizzare, anche su argomenti delicati come la salute delle persone. Specie in questo momento di difficoltà dove si sta combattendo con un contagio importante nella nostra Casa di Riposo, si trova il tempo di polemizzare sullo streaming? Senza dubbio un comportamento sensibile e rispettoso".

"Avessimo avuto gli ambulatori dei medici ed il punto prelievi attivo oggi dovremmo fare i conti con ben altri numeri Io credo che le polemiche avanzate siano uno specchietto per allodole, a monte c’è la non capacità di tenere il passo, di studiare ed informarsi, di non sapere dove cercare i documenti e come ottenerli, senza questa capacità nemmeno i dieci giorni sarebbero sufficienti".

"Invito perciò la minoranza a presentarsi in consiglio per fare il proprio dovere di rappresentante e di prendersi le proprie responsabilità verso i propri elettori. Nel fare le dovute domande con l’intento costruttivo di conoscere meglio, nel proporre e pretendere soluzioni solo quando si è studiato il problema. Il confronto si fa in aula non su facebook ed il consiglio comunale non ha la dignità di un talk show".

"Più volte ho sentito parlare di democrazia negata e di poca trasparenza. La vera nemica della democrazia e della trasparenza è la pigrizia. La pigrizia porta all’accontentarsi all’idea precostituita e preconcetta che ci viene propinata, che ci si costruisce in testa e a cui con il tempo si finisce per credere, per comodità. La
controprova implica ancora una volta impegno, studio e ricerca. Risulta molto più facile dare la colpa agli altri e al mondo delle proprie insoddisfazioni, molto più difficile ed impegnativo ricondurle alle proprie incapacità e responsabilità".

"La pigrizia è nemica della coerenza in quanto porta chi ne è affetta a declinare gli impegni assunti e a demandarli a qualcun altro. Con lo streaming infatti la minoranza potrà portare in consiglio, per interposta persona, la parola non solo di chi non si è assunta l’impegno di rappresentanza, ma nemmeno è state votata ed eletta. La pigrizia è nemica anche della partecipazione (attiva), in quanto abbinata all’assenza di motivazioni e passione, preso da apatia, spesso connesse con atteggiamenti cinici o sarcastici porta chi ne è affetta a preferire la critica all’operato altrui senza chiedersi cosa avrebbe potuto invece suggerire".

Concludendo infine: "Il classico atteggiamento del bambino che guarda annoiato l’ultimo talk show, sgranocchiando patatine comodamente steso sul divano di casa. Vogliamo salvare e preservare la democrazia? Cominciamo ad educare i nostri figli alla partecipazione, con essa c’è il confronto, la condivisione, il divertimento, la crescita personale e collettiva (la comunità). Si impara insieme ad immaginare soluzioni e a tradurle nella pratica. Partecipazione come mezzo per esercitare identità e convivenza civile: affonda le sue radici nel senso di condivisione di doveri e di diritti da parte di tutti i cittadini nella libertà di espressione e nel rapporto con gli altri. In attesa di vedere la minoranza di nuovo al proprio posto, porgo un caro saluto". 
Articolo di Sabato 5 Dicembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it