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POLITICA ROVIGO

L'irrinunciabile e pericoloso richiamo del Pd di Rovigo a farsi del male da soli

L'unità del Partito democratico nel capoluogo è andata a rotoli in consiglio comunale. Il casus belli è stato l'intervento del consigliere comunale Giovanni Salvaggio che ha generato la richiesta di dimissioni da parte del segretario provinciale Zanellato

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ROVIGO - Quando nell’ultimo consiglio comunale a Rovigo si è parlato di bilancio consolidato ed è intervenuto il consigliere Giovanni Salvaggio, che qualcosa di bilancio, probabilmente, capisce, dalla minoranza (LEGGI ARTICOLO) si è levata la domanda se il consigliere, vista la comprovata esperienza e l’incarico di presidente del collegio dei revisori in Ascopiave (LEGGI ARTICOLO) non intendesse preparare il terreno alla discesa del Gruppo Hera in provincia di Rovigo (oltre a quanto già presente in Asm Set).

L’assist di Fratelli e Forza Italia è stato incredibilmente raccolto non dalla Lega, ma addirittura dal neo segretario provinciale di Rovigo del Pd Angelo Zanellato, espressione di un accordo politico che vede i gruppi Boccia (Romeo) e Martina (Crivellari) uniti ad una parte dei Dem per la guida del Partito democratico (LEGGI ARTICOLO).

Zanellato ha definito “eticamente inaccettabile” la commistione tra chi i “conti” li vede lato azienda, Ascopiave, e chi i “conti” li vota come consigliere comunale, ovvero come socio indiretto pensando all’ente Comune di Rovigo o rappresentante eletto di clienti del servizio reso dall’azienda per cui presta servizio. La commistione sarebbe così inaccettabile che dovrebbe dimettersi dall’incarico di consigliere.

Il pensiero del segretario Zanellato va quindi nella linea di quella che era una “lotta” del gruppo Romeo in consiglio comunale che osteggiava l’amministrazione del sindaco Gaffeo al tempo della loro mancanza di rappresentanza in giunta, ovvero l’indomani dell’inserimento del nome di Salvaggio in lista per Ascopiave e prima della nomina dell’assessore Patrizio Bernardinello nell’esecutivo comunale (LEGGI ARTICOLO).

L’intervento di Salvaggio in consiglio è stato anche salutato positivamente dalla capogruppo Businaro in aula, salvo poi attaccare i colleghi del suo stesso partito che hanno espresso dissenso con la posizione del segretario Zanellato che invoca le dimissioni del consigliere Salvaggio.

Risulta evidente che l’attuale capogruppo non rappresenta tutti i consiglieri del Pd e l’unità del partito, affermata dopo la vittoria di Edoardo Gaffeo a sindaco, è stata irrimediabilmente rotta, si dice per ambizioni personali di qualcuno che spera di far esprimere un ulteriore assessore al sindaco Gaffeo.

“Le dichiarazioni del segretario del Partito Democratico Angelo Zanellato, che attacca il consigliere comunale del suo partito Giovanni Salvaggio per quanto detto nell’esercizio del proprio ruolo, sono politicamente inaccettabili” affermano i consiglieri del Pd Benedetta Bagatin, Riccardo Bertacin, Angelo Montagnolo e Graziano Azzalin

“Non solo questo non è il modo di lavorare per l’unità del partito, ma viene lesa la sua autonomia di consigliere comunale, estrapolando un’affermazione del tutto legittima che faceva parte di un’analisi sul bilancio consolidato del Comune di Rovigo.

Forse Zanellato ignora le partecipazione che ha il Comune di Rovigo nelle società pubbliche e cosa sia un bilancio consolidato, per cui non solo è doveroso da parte dei consiglieri comunali conoscere la situazione, ma sarebbe preoccupante non venissero espresse le proprie opinioni al riguardo per supposti vincoli di partito, che non hanno ragione di esistere, tant’è che rientrano nella fantasia di chi afferma queste banalità. 

Giovanni Salvaggio, per la sua competenza e rettitudine morale, è una risorsa per la nostra città e ne ha dato ampiamente prova nei ruoli pubblici che ha ricoperto. In consiglio comunale è stato eletto, con le preferenze ricevute dai cittadini, e non ha nessuna incompatibilità negli incarichi assunti in qualità di revisore, come per altro succede a molti altri professionisti”.

Azzalin sottolinea come “la prima uscita del neo segretario, prima ancora di enunciazioni programmatiche, riguarda il consiglio comunale di Rovigo, per attaccare e picconare proprio la maggioranza di centro sinistra che governa la città, allineandosi di fatto agli strumentali attacchi condotti da Forza Italia assieme a Fratelli d’Italia il giorno prima”. 

“In quanto all’accusa di non condivisione delle opinioni espresse - commentano Bagatin, Montagnolo e Bertacin - con chi abbia discusso e condiviso il segretario Angelo Zanellato, l’ipotesi formulata, a nome del Pd, di trasferire il carcere minorile nell’ex ospedale psichiatrico di Granzette?” (LEGGI ARTICOLO).

Sulla richiesta di dimissioni di Salvaggio operata dal segretario Zanellato intervengono anche le assessore Erika Alberghini e Mirella Zambello che affermano di “non condividere lo stile del segretario che chiede le dimissioni di un consigliere della sua stessa maggioranza”.

La chiusura finale alla vicenda la ripropone la capogruppo Pd in consiglio comunale Giorgia Businaro che definisce il comportamento delle due assessore “inqualificabile che, francamente, credo non si sia mai visto da parte di rappresentanti di giunta. E se, per una, tale comportamento si può imputare all'inesperienza e all'ingenuità, tale giustificazione non si può addurre per l'altra, protagonista da decenni della scena politica polesana”.

Prima di nuove nomine bisognerà quindi creare lo “spazio” e l’attenzione sembra quindi ora tutta rivolta verso le due rappresentanti della giunta del sindaco Edoardo Gaffeo.
Articolo di Sabato 5 Dicembre 2020

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