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GRANZETTE (ROVIGO)

L'ex manicomio al momento non si tocca. Secondo Matteo Masin il suo futuro è da decidere insieme ai cittadini

Il capogruppo del Forum dei cittadini stoppa sul nascere la proposta del segretario provinciale del Pd Angelo Zanellato di vedere realizzato il carcere minorile negli spazi dell'ex ospedale psichiatrico dell'Ulss 5 Polesana

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ROVIGO - Il consigliere comunale di Rovigo, capogruppo del Forum dei cittadini, Matteo Masin, che della politica delle frazioni, Granzette e Cantonazzo in primis, fa da anni la propria bandiera, interviene sulla proposta avanzata dal neo segretario provinciale del Pd Angelo Zanellato che si è dichiarato contrario alla realizzazione del carcere minorile in centro città.

"Appena nominato segretario del Pd e già, Angelo Zanellato, ha cominciato ad accendere su di sé i riflettori facendo una considerazione (o provocazione, a seconda di come la si voglia leggere), a "voce alta", che, se ha scandalizzato buona parte del mondo politico locale, prima ipotizzandovi la realizzazione del carcere minorile, poi di uffici comunali proponendo di far saltare la riqualificazione dell'ex Maddalena, ha indignato chi vive da sempre in simbiosi con un pezzo di storia della nostra città: l'ex ospedale psichiatrico di Granzette" afferma Masin.

"Non è il primo, e non sarà nemmeno l'ultimo - continua il consigliere comunale - a cimentarsi in un esercizio, finora sterile, come quello di buttare là proposte, che, invece di rassicurare, spesso hanno spaventato chi vive nei pressi di quell'area immensa. Negli ultimi 20 anni sono stati parecchi i politici che si sono sbizzarriti a proporre soluzioni controverse, passando dall'Ircss, l'istituto di ricerca oncologoca, al Centro di accoglienza temporanea per profughi o, appunto, al carcere minorile, passando per la Cittadella dello Sport. Rimane, però, il problema di un'area enorme (220.000 mq di cui 50.000 a parco), con un problema nel problema altrettanto enorme: parecchie migliaia di mq di amianto, da bonificare, con il quale bisognerà fare i conti a breve, brevissimo.

Nessuno si dovrebbe permettere di buttare là proposte, senza coinvolgere le comunità interessate. Ci vorrebbe un po' di rispetto per chi, dal 1997, aspetta che quei 220.000 mq possano passare dall'essere un problema, all'essere un'opportunità. Si pensi, finalmente, a progettualità che valorizzino un'area di pregio, con un parco meraviglioso ed una storia importante, in una posizione strategica che la vede ad un passo dalla città, ma anche facilmente raggiungibile dal resto della provincia, trovandosi a pochi chilometri di distanza dal casello autostradale di Rovigo. Per cui, meno ciance: è giunto il momento di coinvolgere le comunità interessate, partendo da quella di Granzette, perché si trovi una soluzione vera, compatibile con la vocazione dell'area e le aspettative delle comunità locali".

Attualmente il compendio immobiliare dell'ex ospedale psichiatrico, di proprietà dell'Ulss 5 Polesana, è, per l'area del parco, dato in concessione d'uso alla associazione I luoghi dell'abbandono che, finalmente, dopo anni di chiusura, hanno messo in sicurezza il parco, l'hanno aperto alla città, e curano l'immensa area. Nei pochi padiglioni dichiarati agibili l'associazione guidata da Devis Vezzaro organizza mostre ed eventi di richiamo nazionale.
 
Articolo di Martedì 8 Dicembre 2020

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