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AGITAZIONE SINDACALE

Il pubblico impiego manifesta in piazza a Rovigo

Cgil, Cisl e Uil, in maniera unitaria, richiedono assunzioni e tutele per i dipendenti pubblici soprattutto in questo periodo segnato dall’emergenza Covid-19

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ROVIGO - Tre le richieste dei sindacati portate unitariamente in piazza a Rovigo per quanto riguarda il pubblico impiego: assunzioni, contratto e sicurezza.

Un grande piano di assunzioni nel pubblico è ormai improcrastinabile secondo Paolo Zanini della Cgil, l’emergenza Covid-19 in cui è bloccato da mesi il Paese ne è l’esempio più eclatante.

In 10 anni sono stati persi 10.000 posti di lavoro nel pubblico impiego in Veneto - commenta Franco Maisto della Cisl Rovigo - siamo di fronte al Comune di Rovigo oggi come riferimento nella fornitura dei servizi al cittadino, in agitazione contro i tagli e le mancate assunzioni di questo ultimo decennio”.

I dipendenti pubblici offrono servizi a tutti i cittadini - sottolinea Cristiano Pavarin della Uil - le tutele che chiediamo nei loro confronti sono principalmente quelli della garanzia della sicurezza, ed il rispetto degli orari di lavoro, due aspetti che gli operatori della sanità vedono calpestati da mesi con turni massacranti e condizioni di lavoro durissime nelle nostre case di riposo o negli ospedali per via dell’emergenza Covid-19”.

Franco Maisto della Cisl ricorda che come sindacato  “stiamo cercando di fornire sostegno ai lavoratori anche dal punto si vista psicologico per garantire loro qualità di un lavoro in sicurezza e tranquillità nella vita privata fuori dal posto di lavoro ad alto rischio di contagio. La tensione e la paura nel lavoratore non è un aspetto secondario in questa fase emergenziale”.

Paolo Zanini ricorda le motivazioni dello sciopero nazionale (LEGGI ARTICOLO), la necessità di un piano straordinario di assunzioni, dalla sanità alla sicurezza pubblica, dalla pubblica amministrazione alla scuola, tutti aspetti vitali per il Paese.
Nessun messaggio o polemica diretta alla amministrazione comunale di Rovigo, ma solo la scelta di un luogo simbolo, come ente locale, dopo il presidio davanti alla casa di riposo e quello davanti all’ospedale di Rovigo.
Il contratto di lavoro pubblico è ormai scaduto da oltre due anni e la situazione drammatica ed esplosiva nella sanità, soprattutto per le case di riposo, ci ha portato a questa azione di sensibilizzazione pubblica perché il pubblico impiego è e rimane a beneficio di tutti i cittadini”.
Articolo di Mercoledì 9 Dicembre 2020

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