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CORONAVIRUS

Salgono a sei i morti alla Casa Albergo

Oltre ai decessi degli anziani ospiti, la Casa Albergo di Lendinara (Rovigo) deve fare i conti anche con la carenza di personale, dato che 26 dipendenti sono positivi in isolamento

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LENDINARA  (Rovigo) - I numeri sono impressionanti, alla Casa Albergo per anziani di Lendinara Settantadue ospiti contagiati e sei morti tra gli anziani risultati positivi, ventisei operatori col Covid-19. La struttura, in questa seconda ondata della pandemia, porta avanti una dura battaglia contro il nemico invisibile, ma realizzerà una stanza degli abbracci perché lo sconforto per la lontananza non prenda il sopravvento.
La Casa Albergo aveva superato indenne la cosiddetta prima ondata rimanendo una roccaforte inespugnabile fino al 17 novembre scorso, giorno in cui è stato riscontrato il primo caso di positività tra gli operatori. Da allora la crescita dei contagi tra gli ospiti e gli operatori è stata costante, rallentando solo negli ultimi giorni ma, purtroppo è salito il bilancio dei lutti.

Sono 6 gli ospiti deceduti con positività al Covid-19, seppur non necessariamente a causa del virus, stando a quanto ha riferito la presidente della Casa Albergo Tosca Sambinello che ha precisato: “Dobbiamo constatare come in quasi tutti i casi si tratti di persone morte con Covid-19 ma per le quali il virus non ha probabilmente inciso sul decorso”.  Due persone erano già nella fase di fine vita, infatti i familiari erano già stati in struttura per l'ultimo saluto, un'altra aveva una neoplasia polmonare, tutti avevano patologie preesistenti importanti. La positività era emersa negli screening con tamponi, ormai effettuati a giorni alterni, in alcuni casi poco prima che la persona venisse a mancare. La situazione è complessa e ci sono anche anziani privi di sintomi, altri con sintomi di varia entità.

La struttura, col supporto dell'Ulss 5, sta tentando con ogni mezzo di circoscrivere il contagio con appositi nuclei d’isolamento ma, come altre volte lamentato dalla presidente, la Casa Albergo deve fare i conti anche con la carenza di personale, dato che 26 dipendenti sono positivi in isolamento, mentre persiste la difficoltà di trovare nuovi operatori socio-sanitari e infermieri. “Siamo piegati ma non ci arrendiamo e facciamo tutto il possibile massimo per affrontare questo brutto momento”.

Dovendo pensare anche allo stato emotivo e psicologico degli anziani, che da tempo non possono abbracciare i loro cari, la struttura sta organizzando dei progetti mirati a realizzare percorsi per consentire la presenza dei familiari, allestendo una stanza degli abbracci analoga a quella già sperimentata in una struttura di Castelfranco Veneto. Allo scoppio dei contagi la struttura ha dovuto sospendere le visite dei familiari, che si svolgevano in un locale dedicato dotato di pannelli di plexiglass e con accesso autonomo dall'esterno. Gli anziani nei nuclei Covid possono ricevere telefonate dai loro familiari, con telefoni che vengono sono sottoposti a disinfezione dopo ogni utilizzo, mentre nei soggiorni privi di casi positivi è possibile parlare con i parenti tramite videochiamata, ma non c’è dubbio che questi mesi di pandemia, oltre a minare la salute dei più fragili e creare preoccupazione dei loro familiari, rischiano di portare anche a una sofferenza emotiva per l'impossibilità di avere un contatto con le persone care. Sempre nel contestoi delle strategie per alleggerire gli effetti dell’isolamento e con l'avvicinarsi del Natale, che quest'anno sarà il più duro per tutti, fatto di separazione e preoccupazione, la Casa Albergo ha predisposto una cassetta postale posta fuori dalla struttura in cui raccogliere i biglietti augurali.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 11 Dicembre 2020

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