ECONOMIA
Investire in azioni: conviene ancora nel 2021?
Porzioni di proprietà di un titolo, che danno diritto decisionale e di partecipazione agli utili, le azioni incorporano il principio stesso dell’economia capitalistica. Con le azioni nasce l’investimento moderno
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Prendendo in considerazione, invece, titoli finanziari nati con la moderna economia capitalistica, le azioni sono indubbiamente l’esempio più emblematico. Porzioni di proprietà di un titolo, che danno diritto decisionale e di partecipazione agli utili, le azioni incorporano il principio stesso dell’economia capitalistica.
Immettere denaro in un’attività per vedere quello stesso denaro accrescere nel tempo: con le azioni nasce l’investimento moderno.
Ma dalla loro prima comparsa, nel XVI secolo a Londra, ad oggi non sono pochi i cambiamenti che si sono susseguiti e attualmente il mercato azionario non costituisce più il mercato finanziario con maggiori volumi di scambio e operazioni giornaliere.
È dunque iniziato il lento tramonto del mercato azionario oppure investire in azioni conviene ancora? Quali sono le prospettive che si delineano dinanzi ad un investitore in azioni nel 2021?
L’espansione del mercato azionario: perché non può tramontare
Nonostante il mercato azionario abbia perso il proprio primato mondiale di mercato finanziario per maggiori volumi di scambio e transazioni giornaliere, resta comunque una componente essenziale dell’economia contemporanea.
Qualsiasi società che intenda affermarsi, infatti, necessità di ricorrere alla formula di Società per Azioni. I vantaggi sono decisamente troppi e troppo determinanti per ignorarli.
La formula di società per azioni, infatti, nasce inizialmente con l’intento di accelerare il processo di crescita e iniziò a diffondersi massivamente tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Per allora era chiaro a tutti che i livelli di crescita e competitività che caratterizzano una società per azioni non possono essere affatto eguagliati da una azienda individuale.
Questa consapevolezza valeva allora tanto quanto si dimostra valida tuttora.
Lo dimostra chiaramente il mercato delle cosiddette Penny Stocks, titoli azionari estremamente economici che solitamente appartengono a società neo-nate, che desiderano affermarsi sul mercato.
Al centro di strategie di investimento come il growth investing, le Penny Stocks riassumono l’intero concetto dell’investire in azioni: trovare titoli finanziari estremamente promettenti che, nell’arco del tempo, possono generare valore e, quindi, aumentare il valore dell’investimento iniziale.
Investire in azioni significa puntare al valore e alla sua capacità di accrescere nel tempo. Come afferma W. Buffett: «Price is what you pay, value is what you get».
Investire in azioni oggi: conviene?
Al giorno d’oggi investire in azioni non è l’unica possibilità accessibile a chi fa trading online. I mercati finanziari si sono diversificati nel corso del tempo e ognuno di essi ha assunto caratteristiche proprie, rendendo più complesso traslare dall’uno all’altro.
La questione che dovrebbe porsi chi fa trading online e chi punta a investire anche nel 2021, dunque, non è relativa alla convenienza del mercato azionario quanto, piuttosto, alla propria predisposizione a questo.
Se non si posseggono le capacità analitiche necessarie a scovare il valore tra le tante aziende presenti al mondo, allora investire in azioni non conviene.
Tuttavia il funzionamento dell’economia è tale che il valore viene costantemente generato a livello aziendale. L’importanza di alcune aziende non fa che accrescere così come la loro presenza sul mercato globale.
Investire su questi titoli conviene oggi come conveniva ieri e rappresenta uno dei modi più efficaci di fare trading online. Puntare a titoli altamente promettenti e aspettare che questa promessa si realizzi, infatti, può portare i propri investimenti a crescere a ritmo di percentuali spaventose.
Basti pensare, ad esempio, alle società nel settore della cannabis in Canada nel 2019: dopo la legalizzazione della cannabis a fine 2018, infatti, il prezzo delle azioni di queste società toccò, per tutto il corso dell’anno, dei picchi del +400%.
Attualmente il Canada è il primo produttore mondiale di cannabis e questi ritmi di crescita continuano.
Articolo di Mercoledì 23 Dicembre 2020
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