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AGITAZIONE SINDACALE

I lavoratori delle case di riposo urlano all'Ulss 5 ed alla Regione Veneto: "Non lasciateci soli"

Emergenza Covid-19 e strutture sanitarie extra ospedaliere. Cgil Funzione pubblica invoca maggiore attenzione per il settore dell'assistenza, senza però dover trasformare le strutture in mini ospedali

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ROVIGO - Manifestazione sindacale a firma della Cgil Funzione pubblica davanti alla sede della Cittadella socio sanitaria dell'Ulss 5 Polesana con alcuni lavoratori delle case di riposo.
Un pacifico flash in concomitanza con l'arrivo dei primi cittadini invitati alla conferenza sullo stato di "salute" di ospiti ed operatori delle strutture per anziani e non autosufficienti del territorio polesano in questo periodo emergenziale di contrasto al contagio da virus Covid-19.


"Senza ombra di dubbio la situazione sta chiaramente sfuggendo di mano - afferma il segretario provinciale Davide Benazzo - Se da mesi, malgrado lo stiamo dicendo da molto tempo, si continua a negare il ruolo sanitario di queste strutture solo ed unicamente per un mercato dell’assistenza alla non autosufficienza che si è fatto ricadere coscientemente sulle spalle dei lavoratori e delle famiglie degli ospiti, ora con il Covid è chiaro a tutti.
Di fatto le Rsa stanno facendo sanità pubblica con alcune trasformate in vere e proprie malattie infettive, come sta succedendo a Lendinara e Corbola, senza però diventare parte della strategia organizzativa e gestionale dell’Ulss 5 Polesana".

Nei bollettini regionali e locali le strutture vengono definite sanitarie assistenziali extra ospedaliere, ma secondo Benazzo "la scelta della Regione e della nostra Ulss è continuare a ritenere le Rsa qualcosa di diverso dalla Sanità. Questo sta determinando che la riorganizzazione sanitaria del territorio a fronte dell’emergenza, come per l’Ospedale di Trecenta ed ora Adria (LEGGI ARTICOLO), non riguarda queste strutture che di fatto sono lasciate sole ad affrontare l’epidemia. Se, a fronde dell’ondata epidemica, l’ospedale riduce le attività e riorganizza spazi e personale secondo un piano di sanità pubblica che tiene conto delle priorità, questo non avviene per le case di riposo che di fatto non entrano pienamente in questo piano".

"Durante l’incontro dal Prefetto di Rovigo la posizione della direzione generale dell'Ulss 5 è stata chiara - aggiunge Benazzo - Emblematica la risposta in merito alla richiesta di costituire una task force di medici, Oss ed infermieri per supportare le case di riposo come Lendinara e Corbola, dove il DG Antonio Compostella ha proposto che fossero le stesse case di riposo trovassero tra il loro personale questa risposta, quando è chiaro a tutti che quello che c’è non basta nemmeno ad affrontare la normalità".

Per questi motivi il messaggio dello striscione dei manifestanti recitava: ”NON LASCIATECI SOLI”. La rappresentanza sindacale ha poi provato a partecipare alla riunione dell'Ulss con i sindaci della provincia di Rovigo, ma l'accesso è stato loro negato anche come uditori. "Una situazione questa molto triste - conclude la Cgil - che comunque non ci fa desistere dal fare in modo che ospiti e lavoratori siano centrali nel ruolo e scelte delle istituzioni".
Articolo di Venerdì 18 Dicembre 2020

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