Condividi la notizia

CORONAVIRUS

Compostella: “Pressione sugli ospedali in calo non prima del 12 gennaio”

Primo segnale incoraggiante, calo della curva dei contagi che fa ben sperare in provincia di Rovigo. Un 2020 vissuto in apnea per tutto il personale dell’Ulss 5 Polesana

0
Succede a:
Antonio Compostella dg dell'Ulss 5 Polesana

ROVIGO - “Auguri per un nuovo anno, un 2020 che è andato veloce eroso dal coronavirus, sembra ieri mattina il 22 febbraio, quando tutto è iniziato tutto. Dopo i giorni si sono susseguiti tutti uguali, il 2020 non è stato scandito dal ritmo delle stagioni, ma dal Covid-19”.

Mesi di autentico inferno per gli operatori dell’Ulss 5 Polesana, ferie azzerate, riposi quasi inesistenti, sugli ospedali una pressione dettata anche da protocolli rigorosi, il Covid-19 ha cambiato tutto, e il dg Antonio Compostella, nell’ultima conferenza di fine anno, ha cercato di dare una speranza rappresentata dal vaccino “l’augurio è che il 2021 possa riconsegnarci ciò che, nel 2020, non abbiamo vissuto”.

Purtroppo non c’è il tempo di pensare a quello che sarà, bisogna pensare al presente, ma ci sono dei timidi segnali “La curva del contagio è alta, però ci sono due aspetti che sono incoraggianti. Ci sono 110 nuovi positivi, il dato dell’incidenza sul totale dei test effettuati è 6,6%, un mese fa eravamo a 5,4%, ma è ancora il dato più basso del Veneto che è tra il 10-11%.

Il secondo dato è che, dopo settimane in cui la curva è stata in perenne crescita, abbiamo un timido accenno di riduzione”.

Sanitari che costantemente hanno lavorato sempre, Natale compreso “Ad Adria lunedì abbiamo eseguito più di 400 tamponi, 600 a Rovigo, siamo sui 3500 - 4000 tamponi al giorno. Individuare i positivi significa individuare i contatti, la capacità diagnostica è stato l’elemento più importate che ha permesso al Polesine di mantenere dei valori accettabili, impedendo che si allargasse il contagio a macchia d’olio.

Ma i numeri assoluti rimangono importanti, i 110 di oggi potrebbero darci 2-3 ricoveri tra qualche giorno, la pressione sui nostri ospedali rimane importante. Sono 134 i pazienti ricoverati”. (LEGGI IL BOLLETTINO DEL 29 DICEMBRE 2020)

Età media che viaggia tra i 50 e gli 80 anni, si è abbassata rispetto alla prima ondata, “con una revisione della riduzione sulla pressione nei nostri ospedali che è lunga, non la vedremo prima dell’11-12 di gennaio”.

Scelte della direzione sanitaria, che hanno creato qualche mugugno tra sindacati. L’apertura di un reparto Covid all’Ospedale di Adria comunque è stata bene ponderata “Su Adria scelta necessaria e presa in anticipo rispetto a quello che è l’evoluzione. Rispetto alla prima ondata non abbiamo interrotto tutta l’attività ordinaria come in Primavera, se la situazione dovesse peggiorare attiveremo nuovi letti in area medica e in terapia intensiva. Abbiamo 20 letti di terapia intensiva a Trecenta, e altri 8 che son pronti con tutto il necessario, ma dovremo recuperare altro personale se dovessimo attivarli. Non c’è una situazione critica negli ospedali, ma c’è grande pressione sugli operatori”.

Situazione nelle case di riposo che è in via di miglioramento “Ad Adria ci sono 9 nuovi positivi rispetto a ieri. Gli altri due focolai a Corbola e Lendinara mostrano dati di raffreddamento (in fase di negativizzazione gli operatori per il primo caso, nel secondo per gli ospiti). All’Iras la situazione è stabile con 2 nuovi casi tra gli ospiti”.

Nella casa di risposo di Corbola l’Ulss 5 Polesana ha messo a disposizione un servizio infermieristico, se la situazione dovesse risolversi rapidamente potrebbero essere dirottati ad Adria, dove la situazione è in continua evoluzione, e serve personale.

“Domenica è stata una giornata storica (LEGGI ARTICOLO), con la vaccinazione di 40 nostri operatori, con una campagna di vaccinazione su scala mondiale mai vista prima. Era previsto per oggi l’arrivo delle nuove dosi di vaccino a Rovigo, il centro di stoccaggio per il Polesine sarà nella Farmacia dell’Ospedale, ma per questioni climatiche, legate al trasporto, potrebbe esserci un rallentamento. Seconda fase di vaccinazione che prevede circa 3 mila dosi settimanali. (LEGGI ARTICOLO)”. Vaccino che arriverà anche agli ospiti delle Rsa, non solo al personale sanitario di tutto il Polesine (pubblico e privato). Vaccino che diventa efficace dopo 7 giorni dalla seconda iniezione, che viene fatta 21 giorni dopo la prima. Di fatto, dalla prima somministrazione, l’immunità si ottiene dopo un mese.

“Tra il 30 e 31 dicembre cominceremo a vaccinare il personale dell’Ospedale, tra il 2 e 3 il personale delle case di riposo”. Il 24% del lotto è dedicato ai sanitari dell’Ulss 5 Polesana, 6% alle strutture private accreditate, 24% agli operatori del territorio, medici, Usca e pediatri, 46% alle Rsa, secondo la logica della stratificazione del rischio.

Non vengono vaccinato le persone positive, ma per sicurezza il vaccino verrà somministrato anche a quelli che il Covid-19 lo hanno vinto.

Entro gennaio 2021 sarà completata tutta la vaccinazione di tutte le case di risposo, e dei soggetti a rischio, nell’ambito del sistema sanitario. L’adesione è su base volontaria, ma il dg Compostella si augura che sia massima.

Somministrazione delle dosi che avverrà con un criterio ben preciso, del primo lotto di circa 3 mila dosi, saranno utilizzate la metà, il resto rimarrà nei frigoriferi della Farmacia dell’Ospedale per la seconda iniezione programmata 21 giorni dopo.

Da martedì 29 dicembre l’Hotel Europa ospita i primi due contagiati, che non hanno la possibilità di un “isolamento” adeguato nella propria abitazione. Quella del Covid Hotel è una misura aggiuntiva, per scongiurare il contagio domestico, una opportunità per proteggere la propria famiglia. Passeranno il Capodanno da soli, ma quando saranno guariti potranno riabbracciare i propri cari.

 

 

 

Articolo di Martedì 29 Dicembre 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it