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COMMENTI AL CASO PISCINE

Per Silvia Menon nessuna bottiglia da stappare, rimane ancora un milione di euro di contenziosi

Il consiglio comunale ha votato la delibera per liberare le risorse congelate dal polo natatorio e dal lodo per la ex piscina Baldetti

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ROVIGO - "Oggi non scomoderei un termine come “risolvere”. Il Comune di Rovigo oggi non vince nulla, ha scelto di pagare e pagherà, come minimo 4,6 milioni, oltre a un milione sospeso per contenziosi. Soldi che paghiamo per errori di 15 anni fa" commenta Silvia Menon che sul caso piscine, e l'individuazione delle responsabilità, ha speso molto tempo della sua attività amministrativa da consigliere comunale così come da candidata sindaco del Comune nell'ultima campagna elettorale.

"Questa vicenda è nata quando il Comune ha firmato un contratto con clausole a mio parere troppo a favore dei privati, in pratica il Comune dava la gestione della costruzione della piscina e della sua gestione ai privati, ma accollandosi il rischio d'impresa.
Tutti i tecnici in Comune, il segretario generale d’allora, i dirigenti e l’avvocato civico non fecero segnalazioni sul contratto, pareri favorevoli. E così 14 consiglieri votarono.
C’era ancora Bruno Piva sindaco quando ho presieduto una commissione d’inchiesta sul caso piscine. E nella relazione finale, trasmessa in Procura e alla Corte dei conti, già allora avevamo sottolineato il rischio detonante che aveva la maledetta surroga per il Comune.

Sono stati 8 anni di contenziosi legali e tormenti che non terminano oggi. Perché il Comune dovrà difendersi ancora in tribunale da 3 creditori, non ammessi al concordato, ma che hanno fatto ricorso, e che vogliono un milione di euro complessivi.

Comunque, torniamo ad oggi.
L’accordo raggiunto è buono? Non lo sapremo mai.
Poteva essere migliore? Non lo sapremo mai. È un compromesso.
È l’esito di una lunga trattativa con la banca che si rivale sul Comune dei crediti che ha con i costruttori proprio grazie alla surroga.
È una trattativa che abbiamo condotto il nostro gruppo? No, come è ovvio. L’hanno condotta un consulente esterno, l’avvocato civico e questa giunta.

La sostanza è che qui non si sta parlando di una scelta politica, che si può condividere o meno. Qui si sta parlando di un voto delicato anche dal punto di vista giuridico che è l’esito di una trattativa alla quale noi non abbiamo partecipato. È normale che sia così.

Ognuno si assume la responsabilità dei compromessi che si sceglie da solo, non di quelli che altri scelgono gli per lui. Oggi, in questa delibera, è questo che separa maggioranza e opposizione.

Poi sappiamo che ci sono i moralizzatori sempre pronti a farci le prediche, ma questa è la nostra unica educata risposta, ad una vicenda condotta da altri tra documenti messi a disponibilità dei consiglieri 6 ore prima della discussione e segretazioni (solo stamattina ci hanno inviato la relazione dell'avvocato civico)".

 
Articolo di Martedì 29 Dicembre 2020

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