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CORONAVIRUS

"L’ennesima dimostrazione che l’istruzione, in Italia, non è una priorità"

Un docente dell’Istituto De Amicis Rovigo in totale dissenso con le disposizioni del governatore Luca Zaia di tenere chiuse le scuole superiori fino al 31 gennaio. La lettera

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ROVIGO -  Sono contrario alla decisione del Veneto di continuare a tenere le scuole superiori chiuse fino al 31 gennaio (LEGGI ARTICOLO).

E, presumo, di riaprire in febbraio alla didattica in presenza con percentuali variabili. Sono contrario alle formule 30%, 50%. Sono contrario con gli attuali dati epidemiologici, e anche se fossero peggiori. La scuola dell’obbligo deve essere una priorità per chi governa. Se sono aperti i centri commerciali, devono essere aperte le scuole. Se no è ipocrisia. Mangiare è necessario, ma anche andare a scuola lo è, per i nostri ragazzi. 

Non discuto altre zone d’Italia, ma Rovigo non è in una situazione catastrofica e nella nostra provincia si poteva/doveva dare un segnale diverso. Le ditte dell’autotrasporto privato avevano raggiunto un accordo per aumentare le corse. Gli istituti più grandi potevano organizzare entrate ed uscite sfalsate. Sfido chiunque a dimostrare con dati scientifici che le scuole aperte aumentino i contagi. Nel documento del dipartimento di prevenzione del Veneto si accenna genericamente ad una “sostenuta circolazione virale”. 

Circolazione che non è certo avvenuta nelle scuole superiori del veneto chiuse da novembre. Si parla di un 30% di classi delle primarie in cui avvengono i contagi secondari: ma con che prove si attribuiscono i casi secondari ai compagni di classe? Lo stesso Compostella a Rovigo ha ammesso come le misure generali intraprese finora non abbiano sortito gli effetti sperati (LEGGI ARTICOLO). E allora va bene: chiudiamo le scuole, ma  allora si chiuda tutto, si torni al lockdown. Se no, così come ha deciso il Veneto, e deciderà il governo altrove, è una presa per i fondelli. A giugno si aggiungeranno le varie sanatorie finali. L’ennesima dimostrazione che l’istruzione, in Italia, non è una priorità.

Alberto Guerrini
Istituto De Amicis Rovigo

Articolo di Martedì 5 Gennaio 2021

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