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RUGBY

L’umiltà di Paolo Uncini, per Zambelli coach Casellato non è in discussione

A Rovigo ritorna il sereno dopo settimane difficili da gestire. Vittoria contro i fantasmi per lavorare in serenità. Le parole del patron Francesco Zambelli, coach Umberto Casellato, e dell’uomo partita Paolo Uncini

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Casellato, Ferro, Uncini e il patron Zambelli
Andrea Bacchetti
Lorenzo Citton
Giant Mtyanda
Paolo Uncini
Paolo Uncini
Paolo Uncini
Paolo Uncini
Umberto Casellato
Giacomo Nicotera autore di due mete
Paolo Uncini
Paolo Uncini
Francesco Cozzi
Lorenzo Citton
Davide Ruggeri

ROVIGO - Nel rugby il sostegno è il principio cardine, nonostante tre sconfitte consecutive, il patron della FemiCz Rovigo ha piena fiducia in coach Casellato. Un rapporto che si consolida nei momenti difficili, il presidente ha voluto essere vicino alla squadra, anche prima del match con il Colorno.

“Non ho avuto cattivi pensieri - ha sottolineato il patron Francesco Zambelli - perché in fin dei conti le tre partite le abbiamo perse tutte per poco, era però indispensabile vincere oggi e provare intanto a voltare pagina, anche se la partita sulla carta poteva sembrare abbordabile, e così è stato”. Abbordabile sì, ma al Battaglini aleggiavano già dei fantasmi.

“Casellato non è mai stato in discussione, non esiste. Questo è un anno di transizione. Ci è stata stoppata la stagione nel modo che sapete (Il Rovigo era primo, poi il Covid-19 ha fatto annullare alla Fir il campionato), la squadra non merita di morire così, l’allenatore non merita di andare nel nulla così, e quindi si va avanti. Abbiamo avuto poi la partenza di Odiete inaspettata e tardiva, e non siamo riusciti a rimpiazzarlo con un giocatore con le sue qualità (chi è arrivato ha caratteristiche diverse). Poi quello che invece ci ha distrutto è stato agosto, settembre, ottobre con le incertezze. Gioco, non gioco, mi alleno lo stesso o no, tante cose fatte, ma tutte spezzettate che hanno portato i ragazzi a un po’ di relax”.

Leggi la cronaca di FemiCz Rovigo - Colorno

Ritmo campionato che non aiuta, la FemiCz Rovigo non può essere quella di Piacenza, e nemmeno quella del primo tempo di Reggio Emilia.

“I ragazzi hanno capito, oggi non fa testo, perché era da vincere e così è stato, magari se andremo a vincere anche contro le Fiamme Oro, potremo dire che l’incidente, o gli incidenti (sconfitte con Petrarca, Piacenza e Valorugby), dovrebbero ritenersi superati. Abbiamo visto però che nelle partite che contato devono impegnarsi, e forse anche lavorare un po’ di più”.

Uomo partita il giovane Paolo Uncini. Già in meta a Calvisano, ha dimostrato di avere i numeri per giocarsi un posto da titolare. Ne apprezziamo la fame, la voglia, e l’esplosività. Una mina vagante che difficilmente viene governata dagli avversari, e quello sguardo di chi ha fame, quella che forse qualche compagno di squadra ha momentaneamente smarrito. A Mogliano e Badia si è fatto le ossa, ma è cresciuto nella Monti Junior Rovigo, e la prima meta al Battaglini di sabato 9 gennaio è da incorniciare “E’ una grandissima emozione - ha spiegato Paolo Uncini - perché è la maglia con cui ho iniziato a giocare a rugby. Solo con l’impegno sono riuscito ad arrivare a questo, e sono molto felice. Dopo tre sconfitte ero convinto che fosse l’ora del riscatto, e oggi lo abbiamo fatto vedere sin dall’inizio e sono veramente contento”. Una maglia da titolare forse la meritava anche prima, ma la sua risposta è da ragazzo maturo, umile “Ogni cosa a suo tempo, solo con il lavoro si posso i fare passi avanti. Questo è un riconoscimento attuale, ma continuiamo a lavorare, testa bassa e obiettivo fine stagione”.

A blindare il ragazzo ci pensa il presidente Zambelli “Uncini resta, è bravo”.

Coach Casellato, prima di presentarsi in conferenza stampa, si prende i soliti 15 minuti per sbollire la tensione, non è stata una settimana facile.

“Oggi è stata un partita molto, molto difficile, e come sempre, il nostro presidente ha voluto fortemente che ci trovassimo per pranzare insieme, ed è venuto a darci una mano come spesso fa, e quindi lo ringraziamo per essere venuto a darci la tranquillità per giocare questo match”.

Sulla partita Casellato, giustamente, evita di soffermarsi su qualche lacuna difensiva “Dal punto di vista tecnico puoi trovare qualsiasi cosa, magari siamo un po’ più conservativi del solito, abbiamo preso 24 punti, ma l’importante era  vincere anche con mezzo punto di scarto (alla fine sul tabellone sono 54, meglio ricordarlo, ndr). Abbiamo fatto 5 punti, alla fine non mi interessava. Adesso andiamo con più serenità a far l’ultima partita del girone con le Fiamme Oro che, anche loro, hanno qualche difficoltà. Sarà una partita sui nervi”. A Roma Casellato si presenterà da ex, un campo sempre difficile, come tutte le partite contro i poliziotti.

Sereno, ma non troppo. Umberto Casellato sente la responsabilità di un momento storico delicato, vuole vincere lo scudetto con il Rovigo, perchè in rossoblù vale molto di più “Le ultime settimane le ho vissute in modo duro, non avevo neanche voglia di andare in bicicletta. Sono andato ieri proprio per scaricare, ma abbiamo tutti bisogno di essere gratificati. La pressione c’è nelle squadre che vincono sempre, e Rovigo deve vincere sempre, quindi è normale che la pressione ci sia, ed è giusto così. Anche con il Reggio, abbiamo recuperato 20 punti, magari poteva andare diversamente con un po’ di fortuna. Speriamo che da adesso in poi ci assista, io penso sempre che le cose si equilibrino, e alla fine quello che dai alla fine lo ricevi. Oggi magari riesco a dormire qualche ora in più”.  “Una menzione speciale, non lo faccio quasi mai, per Uncini perché l’umiltà aiuta molto, soprattutto nel nostro sport perché è crudo”.

Giorgio Achilli

Articolo di Sabato 9 Gennaio 2021

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