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RUGBY

Elezioni Fir, Zambelli: “Marzio Innocenti è l’unica persona che merita”

Il 13 marzo si vota il nuovo presidente della Federazione Italiana rugby, Francesco Zambelli, patron del Rovigo, dopo 8 anni di lotte, comunque sposa la candidatura di Marzio Innocenti, per rimodulare l’alto livello e per ridare slancio al campionato

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Marzio Innocenti e Francesco Zambelli

ROVIGO - “Sicuramente si andrà al ballottaggio”. Questa la previsione del presidente della FemiCz Rovigo, Francesco Zambelli, sulle prossime elezioni, che consegneranno la guida della Federazione ovale il 13 marzo prossimo.

Si svolgerà presso la Nuova Fiera di Roma l’assemblea generale ordinaria Elettiva della Federazione Italiana Rugby, chiamata a rinnovare le cariche dell’organo di governo del rugby italiano per il quadriennio olimpico 2021-2024. Alfredo Gavazzi, al comando da 20 anni, gli ultimi otto anni da presidente, ha di fatto spostato la geografia della palla ovale nazionale. Nel settembre 2012 Gavazzi è succeduto a Dondi (colui che ha portato l’Italia nel Sei Nazioni), di cui fu il vice per 12 anni. Di fatto il fondatore del Calvisano è al comando del rugby italiano da una vita.

Eppure Rovigo in passato è entrata nella stanza dei bottoni della Fir, nel 1979 ha ospitato gli All Blacks (anche se mascherati da “selezione”, 18-12 per i neozelandesi, ndr), ed ha sempre avuto un peso specifico importante. Da anni Rovigo è fuori dai giochi, Francesco Zambelli ha provato con tutte le forze cambiare qualcosa, ma la spina nel fianco sembra aver preso il sopravvento. Difficile lottare contro i mulini a vento senza uno straccio di Lega, le società del massimo campionato italiano non sono mai riuscite a strutturarsi in maniera adeguata, lasciando scorrere il tempo di un professionismo che coinvolge solo due franchigie (Zebre e Benetton), ma impoverisce il resto del movimento. Senza un campionato altamente competitivo, ma soprattutto senza una vaga idea di come valorizzarlo (perchè trasmettere le partite su Facebook è un palliativo), è difficile attrarre sponsor, e senza presidenti del calibro di Zambelli, inevitabilmente i budget si abbassano. Un discorso antico, ma sempre attuale.

Milioni di euro spesi per rimanere agganciati ad un livello che non ci compete, non più, nemmeno con l’ingaggio di giocatori stranieri da proiettare in azzurro. I risultati della Nazionale sono la conseguenza della mancanza di scelte, di numeri che sono da Terzo Mondo ovale. 50 i giocatori in orbita azzurra, la maggior parte giocano tra Zebre e Benetton, la situazione è già chiara così, se il campionato non alza il livello, ne risentono le stesse franchigie.

Zambelli non ha quasi voglia di parlare dell’argomento, è rimasto già scottato in passato, ma guida uno dei club più prestigiosi del panorama Nazionale, Rovigo è conosciuta nel Mondo per il rugby, e la sua scelta ha un peso specifico importante che va al di là dei voti a disposizione.

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“Ho un peso specifico importante, però fatalmente in realtà non è così - spiega Francesco Zambelli - perché ho fatto 8 anni dalla parte cosiddetta ‘sbagliata’, impegno, dedizione, tutto inutile. Però resto convinto che l’unica persona che merita, per essere rimasto agganciato al sistema, pure da sconfitto, rimandando lì a meditare su quello che si poteva fare, è Marzio Innocenti”. Un premio alla costanza, alla voglia di lottare per un sistema diverso, una lotta impari, ma lodevole per lo spirito.

Un appoggio morale dalla città in mischia ha un valore assoluto, a prescindere “Posso andare solo con qualcuno che prometta di rimodulare l’alto livello, in modo che a Rovigo il rugby rimanga in vita, sperando un giorno di poterci arrivare.  Io non mi pongo più questo problema su chi dovesse finire al ballottaggio, perché non resto ancora lì a rincorrere qualcosa per altri quattro o otto anni. Non c’è alternativa, uno che ha studiato la situazione è Innocenti, dopo di che può anche darsi che negli ultimi giorni ci sia un avvicinamento con gli altri, vediamo. C’è anche un consiglio da eleggere, non c’è solo un presidente.

Alle prossime elezioni Fir, il rischio concreto, è che al ballottaggio ci vadano due facce della stessa medaglia, escludendo di fatto dal consiglio qualsiasi tipo di opposizione.

Oltre ad Alfredo Gavazzi, si è ricandiato Marzio Innocenti, il livornese trapiantato in Veneto, ed attuale presidente del comitato regionale, ed ex capitano della Nazionale, probabilmente l’unico 'credibile', ed in grado di battere l’attuale numero uno del rugby italiano. Ci ha già provato, ma è andata male. Purtroppo non disporrà di un fronte unitario, vista la frammentazione delle liste. Gli altri candidati sono Giovanni Poggiali (Pronti al cambiamento) e Gianni Amore, e l’ex Bersagliere Elio De Anna.

Troppi. Ha fatto rumore la discesa in campo di Paolo Vaccari (attuale consigliere Fir), ex Calvisano, ma soprattutto fratello di Alessandro, ex presidente del club bresciano. Una spaccatura forte, evidente, quasi dirompente, all’apparenza. Due candidati nel giro di pochi chilometri, ed una molto ipotetica “divisione” all’interno dell’organo federale, con la candidatura di Nino Saccà, attuale presidente vicario della Fir. Se Paolo Vaccari, campione indiscusso, gode dell’apprezzamento di atleti e tecnici, anche a Rovigo, è probabilmente la terza candidatura forte in gara, molto più di un outsider.

Giorgio Achilli

 

 

 

 

Articolo di Domenica 10 Gennaio 2021

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