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RUGBY

Mauro Dordolo assolto in Appello, ritorna a capo degli arbitri

Giustizia è fatta. Mauro Dordolo, capo del Cnar condannato in primo grado con l’inibizione per 8 mesi, vince il ricorso alla Corte federale di Appello. La vicenda riguarda la partecipazione di coach Cavinato, squalificato, ad una riunione Fir

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Mauro Dordolo

ROMA - Mauro Dordolo, numero uno del Cnar, era stato inibito per otto mesi dal Tribunale federale (LEGGI ARTICOLO), e il polesano Mario Borgato, un glorioso passato con la maglia dei Bersaglieri con lo scudetto del 1976 cucito sul petto, aveva preso il suo posto. Era la prima volta che un rodigino ricopriva questo prestigioso incarico, per effetto della Sentenza della Corte d’Appello federale, che assolve da ogni addebito Mauro Dordolo, il numero uno del Cnar ritorna al comando. 

Mauro Dordolo è rimasto coinvolto nel procedimento, che era partito nel 2018 nei confronti di Andrea Cavinato, all’epoca dei fatti head coach del Mogliano. Il tecnico, pur essendo squalificato, aveva preso parte alla riunione ufficiale degli arbitri con gli altri allenatori, non avrebbe potuto farlo a norma di regolamento.

Ma Cavinato, che non è proprio uno sprovveduto, prima di farlo aveva chiesto il parere dei vertici federali. Franco Ascione, responsabile dell’area tecnica della Fir, ha rimediato 45 giorni di inibizione (già scontati), mentre Dordolo, numero uno del Cnar, ben 8 mesi di sospensione da ogni funzione. Il presidente degli arbitri italiani ha fatto ricorso, ed ha vinto su tutta la linea.

C’è da dire che a quella riunione Cavinato partecipò, e che nessuno dei presenti sollevò questioni, compreso un consigliere federale. In passato anche tecnici del Rovigo, squalificati, vi hanno preso parte, ma anche dopo i fatti contestati. Una consuetudine che probabilmente terminerà, anche se era una riunione prettamente dell’Area tecnica.

Una cosa è certa, l’avvocato Andrea Caranci (presidente), il dottor Luigi Caso e l’avvocato Paolo Grasso, ovvero la Corte federale di Appello, hanno scagionato in toto il numero uno del Cnar.

Nel merito, come anticipato, la Corte Federale d'Appello ritiene che i comportamenti tenuti dal tesserato :Mauro Dordolo, per come positivamente accertati, non abbiano comportato la violazione dell'art. 20, comma 1, del Regolamento di Giustizia F.I.R., norma in forza della quale il Tribunale ha comminato la sanzione base (6 mesi di interdizione), aumentata di ulteriori 2 mesi per le aggravanti previste dall'art. lO, comma 1, letto a) e b).

Diversamente   deve ritenersi che non si trattò di una “riunione del Settore arbitrale", bensì di un tavolo di lavoro organizzato dalla "Area Tecnica Federale”, a capo della quale vi è altro tesserato, prof. Francesco Ascione, la cui posizione è stata definita con applicazione di sanzione senza incolpazione, ai sensi dell'art. 85 del Regolamento di Giustizia”. Tradotto: Mauro Dordolo non ha alcuna colpa.

Articolo di Lunedì 11 Gennaio 2021

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