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CORONAVIRUS

Test rapidi Covid-19 nelle farmacie venete

I farmacisti si sono offerti di integrare le strutture pubbliche e private già impegnate nella campagna di tracciamento dei positivi al Covid-19 mettendo a disposizione la rete di 1200 farmacie aderenti al protocollo di Federfarma con la Regione Veneto

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ROVIGO - Le farmacie venete non intendono sovrapporsi a nessun’altra categoria professionale della sanità; del resto, il presidio e la funzione che svolgono quotidianamente sono chiari ed evidenti. Con la stessa attenzione e disponibilità, i farmacisti veneti si sono offerti di integrare le strutture pubbliche e private già impegnate nella campagna di tracciamento dei veneti positivi al Covid-19 mettendo a disposizione la rete delle quasi 1200 farmacie aderenti a Federfarma Veneto investendo del proprio per attrezzare i locali, inserire personale qualificato all’uso dei tamponi, ampliare gli orari a disposizione del pubblico e garantire alla popolazione ed all’Amministrazione regionale il numero più alto di test effettuati. 

“I farmacisti vogliono offrire un’opportunità in più ai propri concittadini – sottolinea Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto -: noi ci rivolgiamo a quei veneti che sono asintomatici, che non troverebbero spazio nel sistema di medicina generale che deve dare giustamente la priorità ai cittadini che presentano già i sintomi della malattia. Ma la domanda di fare un test velocemente, nella massima sicurezza, dal tracciamento garantito, va soddisfatta comunque. Pensiamo a chi deve programmare viaggi o incontri d’affari o che deve recarsi in visita ad un genitore anziano: fare il test permette di muoversi e vivere con maggiore tranquillità. Sia personale che collettiva. Questo test, inoltre, viene fatto non a carico della fiscalità generale, ma a carico dei singoli utilizzatori, attraverso un costo calmierato stabilito di concerto con la Regione che va a coprire le spese che le farmacie sostengono per poter garantire un servizio efficiente e sicuro”. 

“Si tratta di una scelta di libertà – rimarca a sua volta Federico Realdon, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Verona – che vuole soltanto aumentare la sicurezza collettiva, alzando il livello del servizio e le possibilità di accesso. Fa parte dei nostri “doveri” verso la comunità. I farmacisti non tolgono spazio e ruolo a nessuno né intendono farlo: questo è sempre stato lo spirito di questa iniziativa e così resterà”. 

Secondo l'accordo sottoscritto con la Regione Veneto il costo dello screening, per paziente, sarà di 26 euro. Lo screening è rivolto solo alle persone che non presentino sintomi che possano far sospettare l'infezione da Coronavirus. Per sottoporsi al test, il cui esito arriva nel giro di pochi minuti, sarà necessario fissare un appuntamento, portando con sé la carta d'identità e il codice fiscale per garantire il corretto tracciamento dei positivi.

Articolo di Martedì 12 Gennaio 2021

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