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EMERGENZA COVID-19 E RIFIUTI

Ecoambiente, il servizio parallelo per utenti positivi al Coronavirus mette a dura prova il gestore provinciale

Numeri impressionanti da gestire singolarmente, oltre 3.000 utenze con esigenze speciali. Manca ancora l'affidamento da parte del Consiglio di bacino, fornitori, come il Call center, in proroga tecnica dell'appalto. L'Ad Lovisari fa appello ai cittadini

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ROVIGO - Emergenza Covid-19, gestione dei rifiuti speciali di 3.000 famiglie toccate dall'infezione da Coronavirus, 2.800 positivi e 3.450 in isolamento provincia di Rovigo, mettono a dura prova Ecoambiente, gestore provinciale di Rovigo per il ciclo integrato dei rifiuti.
 
"Siamo un pochino in difficoltà - afferma l'amministratore delegato di Ecoambiente Giancarlo Lovisari - non nell'ordinario, che garantiamo con grande sacrificio ed impegno dei nostri operatori, ma in tutto quello che, giorno per giorno, è soggetto a cambiamento per via dell'evoluzione del contagio Covid-19 in provincia di Rovigo. La gestione della raccolta di 3.000 utenze, tra positivi e soggetti in isolamento, che cambiano ogni 10-15 giorni, richiede ingenti risorse economiche ed una organizzazione parallela del servizio. Chiediamo la comprensione degli utenti".
 
Lovisari ricorda poi che il nuovo affidamento del servizio rifiuti da parte del Consiglio di bacino alla società Ecoambiente, che dal 17 dicembre scorso è diventata direttamente di proprietà di tutti i Comuni della provincia, dopo la fusione inversa avvenuta con il Consorzio Rsu (LEGGI), previsto entro gennaio, consentirà di bandire nuove gare d'appalto, compresi i servizi di supporto all’utenza, in questa fase molto provati dai contraccolpi dell'emergenza iniziata un anno fa.
 
Un servizio particolarmente stressato e che al momento offre risposte spesso inadeguate all'utenza è il numero verde aziendale, gestito esternamente all'azienda Ecoambiente.
"Nessuno avrebbe mai pensato ad un numero così alto di casi da seguire singolarmente - continua Lovisari - il call center è uno di quei servizi che sono in proroga tecnica, pur se sono stati disponibili a potenziarne il profilo, continuano a garantire il servizio, ma a fronte di un numero superiore di contatti potrebbe aumentare la difficoltà di ricevere risposte".
 
Provando a chiamare l'800.186.622 abbiamo ottenuto risposta la prima volta dopo 11 minuti, la seconda dopo 16, un tempo che scoraggia chiunque.
Bene le risposte circa la presenza dell'ecocamion per i comuni sprovvisti di ecocentro, sufficiente la prenotazione dei servizi di ritiro per gli ingombranti, molto meglio la cancellazione del ritiro, scoraggiante invece le risposte ottenute a domande relative alla raccolta del verde in città dove le risposte sono state che bisogna aspettare aprile, senza ricevere il consiglio che qualora ve ne fosse bisogno ci si può rivolgere all'ecocentro. Buio assoluto sulla questione sacchetti per il verde, a cui non c'è risposta su come poterli avere o sul fatto se si possa avere un bidone "bisogna aspettare aprile poi si vedrà" la risposta ricevuta, una risposta che sicuramente non può soddisfare l'utenza.
 
"Abbiamo verificato anche recentemente con il fornitore del servizio alcune carenze, e sollecitata una adeguata risposta in termini di miglioramento - ribadisce Lovisari - per cui ci attendiamo che presto la situazione possa tornare a regime, come avvenuto anche lo scorso anno, in analoga situazione".

Nel mentre rimane valido l'appello alla cittadinanza di contribuire coscienziosamente al corretto conferimento dei rifiuti e portare, si spera ancora per poco, pazienza.
Articolo di Mercoledì 13 Gennaio 2021

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