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SANITA’

Fnp Cisl: inaccettabile l’aumento delle rette per le case di riposo

Vanno garantiti dalla Regione e dallo Stato, come ha fatto il Comune di Padova, lo chiede con forza il sindaco dei pensionati di Cisl Padova e Rovigo

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ROVIGO - Un appello a tutti i lavoratori delle case di riposo del territorio perché acconsentano a farsi vaccinare e uno alla Regione Veneto perché intervenga sulle quote sanitarie permettendo alle strutture di abbassare le rette, come promesso dall’assessore Lanzarin. Li ha lanciati Giulio Fortuni, della Fnp, il sindacato dei pensionati della Cisl di Padova Rovigo, sottolineando due aspetti importanti a tutela della salute e del benessere degli anziani. L‘Fnp conta 45mila iscritti nelle due province, molti del quali sono ospiti delle case di riposo e si rivolgono al sindacato per la tutela del loro diritto alla cura e alla salute. “Noi vogliamo essere al loro fianco e al fianco dei loro familiari – dice Fortuni – soprattutto in questo momento difficile in cui le preoccupazioni per la salute dei propri cari si sovrappongono a quelle per il bilancio familiare. Anche noi siamo molto preoccupati per il costante aumento dei contagi e delle vittime del virus nelle case di riposo. Lanciamo pertanto un appello a tutto il personale e anche ai lavoratori che hanno contatti con le strutture per la fornitura dei servizi perché si sottopongano alla vaccinazione. Si tratta di un importante gesto di responsabilità soprattutto nei confronti degli anziani ospiti delle Rsa, che non a caso sono state individuate dalla Regione Veneto come prioritarie nel calendario della campagna vaccinale, che ci auguriamo proceda con la massima rapidità”.

Alla Regione Veneto Fortuni chiede anche un intervento sulle rette delle Rsa. “E’ molto importante intervenire sui costi delle case di riposo. La Regione si è più volte impegnata ad aumentare la quota sanitaria che le spetta agli ospiti più svantaggiati, inoltre all’assessore Lanzarin, che ritiene immotivato un qualsiasi aumento delle rette, lo ha confermato anche durante l’incontro svoltosi il 4 gennaio scorso. Diciamo che è per noi inaccettabile che ci siano ora aumenti delle rette. Vanno perciò garantiti dalla Regione e dallo Stato, come ha fatto il Comune di Padova che provvede con cifre importanti a sostenere le famiglie, “ristori” sufficienti alle Rsa a sopportare il peso economico scaricato sulle loro spalle, e che sono costrette a scaricare a loro volta sulle spalle delle famiglie già messe a dura prova dalla crisi economica. Concordiamo con chi sui quotidiani di oggi denuncia l’insufficienza dei fondi previsti dal decreto Ristori per anziani e disabili: 40 milioni a fronte dei 670 chiesti dalle case di riposo e proponiamo un’azione comune concertativa tra le associazioni datoriali che rappresentano gli istituti per anziani, i sindacati dei pensionati e i comitati dei parenti degli ospiti, per fare insieme la dovuta pressione e chiedere che vengano stanziati i fondi per le case di riposo in misura sufficiente a fare fronte a questa complessa e delicata situazione. Soltanto così potremmo garantire alle case di riposo la possibilità di adottare tutte le misure e gli strumenti, spesso costosi, per rendere le strutture non soltanto più sicure, ma anche più umane, dando loro la possibilità di dotarsi anche dei sistemi innovativi per consentire incontri in sicurezza non solo virtuali tra gli ospiti e i loro parenti”.

Articolo di Giovedì 14 Gennaio 2021

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