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MEDICO DI BASE PORTO TOLLE

Medico di base Porto Tolle. Il Pd: "La Regione doveva agire da tempo"

La consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, vicepresidente della commissione sanità, ha fatto un'interrogazione scritta sull'argomento per fare chiarezza in merito a questa vicenda (Rovigo)

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VENEZIA - “Dal primo gennaio a Porto Tolle quasi un abitante su due è rimasto senza medico di base: quando riuscirà la Regione a riportare una situazione di normalità?".

"Ne mancano ben tre, con circa 4mila persone su 10mila costrette a rivolgersi ad altri professionisti dello stesso comune, oppure a spostarsi a Porto Viro; a ciò si aggiunge l’assenza di un pediatra di libera scelta. Una situazione limite che meriterebbe un intervento immediato, il bando per la selezione del nuovo personale deve partire subito!”. L’appello proviene dalla consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, vicepresidente della commissione sanità, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta, firmata anche dal capogruppo dem Giacomo Possamai e dai colleghi Vanessa Camani, Andrea Zanoni e Francesca Zottis.

“Purtroppo un medico ha perso la vita a causa del Covid, ma negli altri due casi, pensione e richiesta di trasferimento, la Regione avrebbe dovuto agire da tempo; c’è un problema oggettivo di programmazione. I medici di famiglia rimasti lavorano fino a 12 ore al giorno per tamponare l’emergenza e le linee telefoniche della medicina di gruppo sono letteralmente prese d’assalto, visto anche il periodo. Non è possibile continuare in queste condizioni, né per i professionisti né per i pazienti”.

“In Veneto - sottolinea Bigon - deve essere affrontato una volta per tutte il problema delle ‘zone carenti’ di medici di medicina generale: ben 300, di cui quasi un terzo in provincia di Verona. Un’emergenza destinata a crescere vista anche l’età media, con molti professionisti prossimi alla pensione. Occorre investire in borse di studio e pensare a un’indennità aggiuntiva per chi opera in territori disagiati: è il solo modo per non privare queste aree di servizi essenziali”.
Articolo di Venerdì 22 Gennaio 2021

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