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URBANISTICA OCCHIOBELLO

Stop al nuovo quartiere di Occhiobello, per i comitati l’area sarebbe anche vincolata

Per la Forestale vi sarebbe tutela da parte di norme nazionali e regionali sull'area del nuovo supermercato Eurospin e non se ne sarebbe tenuto conto in fase di approvazione. I Cinquestelle dell’Altopolesine chiedono mediazione con i costruttori

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OCCHIOBELLO (Rovigo) - Sono fortemente contrari e sono rappresentati dalle sigle provinciali ambientaliste di Rovigo Wwf, Legambiente, Italia Nostra, Fiab, Lipu, alla realizzazione di un nuovo supermercato su un’area già individuata dalle amministrazioni precedenti dei sindaci Gigliola Natali, ex centrosinistra poi centrodestra, Daniele Chiarioni centrosinistra, di cui l’amministrazione guidata dal sindaco Sondra Coizzi ha preso atto per evitare di incorrere in cause risarcitorie da parte dei privati interessati a costruire.

La posizione delle singole parti è chiara (LEGGI posizione ambientalisti - LEGGI posizione amministrazione - LEGGI posizione costruttori) ma le novità sono sostanzialmente due: la prima si desume dall’intervento dei costruttori che annuncia come il supermercato sia in realtà solo il primo tassello per urbanizzare l’area, dotarla dell’infrastruttura viaria e tecnica necessaria per realizzare un nuovo blocco residenziale di qualità, con una particolare attenzione all’ambiente, la seconda che, secondo una risposta della Forestale del Veneto ai comitati, l’area sarebbe tutelata.

“Le ragioni che stanno alla base della nostra contrarietà all'opportunità di un nuovo insediamento commerciale/residenziale in via Boccalara a Occhiobello sono relative ad otto ettari di un'area che negli anni ha saputo ritrovare la propria strada, rinaturalizzandosi spontaneamente in una sua parte.

Se da un lato l'attuale amministrazione comunale nel timore di azioni risarcitorie ha definitivamente approvato un piano attuativo che era stato voluto dalla giunta precedente, dall'altro i costruttori asseriscono come questo intervento sarà "leggero", darà posti di lavoro e sarà solo di 8 ettari e non i 22 originali di 4 anni fa. Ma in un comune con alte percentuali di urbanizzato, con la grande quantità di aree dismesse e abbandonate, con lottizzazioni iniziate e dimenticate, dove sta la necessità di creare ex-novo? Perché non recuperare l'esistente?

Ecco quindi il cuore della nostra proposta: Eurospin investa altrove, rigeneri quel che già esiste a Occhiobello, non si cancelli un'area boschiva. Quest'area area definita dalla sindaca Coizzi come "uno scoperto privato ricoperto di erbacce e arbusti cresciuti disordinatamente negli ultimi anni" e ribadito dalla Giatti Immobiliare "proprietà privata incolta", ha semplicemente assunto nel tempo le caratteristiche per essere definito bosco, in quanto la natura segue delle dinamiche naturali di occupazione di suoli liberi che culmina con  formazioni forestali destinate a strutturarsi ulteriormente con il passare del tempo. Ed è una fortuna che ciò avvenga, se pensiamo che piantumare ex novo un'area comporta un dispendio di energie e di denari ben maggiore che tutelare e gestire il suo naturale andamento.

La conferma ci viene direttamente dalla unità organizzativa Forestale della Regione Veneto la quale ha riconosciuto in data 12.01.21 l'area in questione come boschiva quindi vincolata e perciò tutelata da normative nazionali e regionali. La Regione Veneto conferma quindi che su parte dell'area interessata dall'organizzazione esiste un vincolo di cui non si è tenuto conto in fase di approvazione dei piani. È quindi necessario porre in discussione tale approvazione ed eventualmente riavviare l'iter chiedendo le necessarie autorizzazioni".
Un motivo in più per gli ambientalisti di orientare la scelta verso il recupero, verso la riqualificazione, verso un investimento responsabile.

Sull’argomento, con posizione moderatamente contraria, si inserisce il gruppo dei Grilli del Po, sezione Altopolesine, tutti tesserati al Movimento 5 Stelle, che affermano come da sempre l’ambiente e la riqualificazione del territorio siano per loro una priorità.

“Il Veneto è la regione con il più alto consumo di suolo negli ultimi anni - scrivono i Cinquestelle - e tranne rari casi non abbiamo visto grandi proteste né tantomeno raccolte firme da parte di quelle associazioni o partiti che ora seguono con molta attenzione il destino di un supermercato a Occhiobello. Ci chiediamo perché all’epoca della costruzione dell’outlet (ormai diventata cattedrale nel deserto) quasi nessuno di questi presero posizione in merito con tanta intraprendenza.
Per questo motivo la polemica che si è innescata in queste settimane sembra più di carattere politico-elettorale che di interesse reale per l’ambiente, visto che, pare, qualcuno si dimentichi facilmente che in Veneto viviamo quotidianamente nell’emergenza ambientale, basti pensare a Pfas, pedemontana, discariche e inceneritori.
Il Movimento 5 Stelle Altopolesano chiede all’amministrazione comunale di Occhiobello il maggior impegno possibile nelle trattative con gli investitori del supermercato, per ottenere rispetto e tutela del nostro territorio, magari valorizzando capannoni dismessi e aree degradate, senza dimenticare che c’è la necessità di investire e di creare nuovi posti di lavoro nel nostro paese”.
Articolo di Domenica 24 Gennaio 2021

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