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SOLIDARIETA’

Dal Polesine aiuti per i migranti

Centro Documentazione Polesano di Salvatarra (Rovigo), in questi giorni si sta interessando del problema dei migranti nei campi profughi della Bosnia ed Erzegovina

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Remo Agnoletto

BADIA POLESINE (Rovigo) – Non c’è solo l’emergenza covid-19 fa sapere Remo Agnoletto del Centro Documentazione Polesano, che in questi giorni si sta interessando del problema dei migranti nei campi profughi della Bosnia ed Erzegovina, dei quali poco si parla.

“La nostra associazione, racconta Agnoletto, da sempre sensibile al problema dei migranti, ha colto l'occasione per aiutare le persone che sostano nei campi profughi bosniaci e si è fatta promotrice di acquistare dei beni per queste persone in sosta attraverso il Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino di Schio, collegato ad una associazione spagnola che lavora in quei campi”. La mobilitazione è scattata dopo che il 23 dicembre scorso il fuoco ha divorato le tende e i container in cui vivevano 1.500 migranti in del momento propizio per tentare il “game”, il passaggio del confine con la Croazia ed entrare in Europa. “Indipendentemente da come si pensi, quello dei migranti è un problema umanitario” afferma Agnoletto che lamenta una crescente indifferenza sul tema. “Ma non bisogna dimenticare che anche loro sono cittadini del mondo e in pianeta che volente o nolente è globalizzato, non possiamo ignorarli”.

“Anche per questo, abbiamo acquistato il seguente materiale consegnato sabato mattina con Graziano Berto e Silvano Usini che sono andati appositamente a Schio: 7 lampade tipo "pile da testa" con pile di scorta, 9 candele di grandi dimensioni, 5 fornelletti a gas con 25 ricariche, 10 confezioni di rasoi usa e getta, 5 bombolette di crema da barba per un totale di 200 euro”. Non è molto, ammette Agnoletto e per questo lancio un appello alle persone di buona volontà. Chi vuole saperne di più può contattare il  link http://www.nonamekitchen.org/ (associazione non a scopo di lucro spagnola).

No Name Kitchen  (Nnk) è un'associazione composta da volontari di diversi paesi che sviluppa le sue attività nella cittadina di Šid (Serbia), a cinque chilometri dal confine con la Croazia, a Velika Kladuša (Bosnia), a due chilometri dal confine croato.

Quindi il presidente del Cdp aggiunge: “Se necessario dell'altro materiale siamo a disposizione del Collettivo Rotte Balcaniche Alto Vicentino che ci saprà dire in seguito”. È anche possibile donare un contributo utilizzando il seguente conto corrente bancario IT21Z0306909606100000138630 intestato al Cdp e indicando nella causale: ”Pro Bosnia”.

Ugo Mariano Brasioli
 

Articolo di Lunedì 25 Gennaio 2021

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