Condividi la notizia

209 MILIARDI DI EURO

Corroppoli (IV): "Matteo Renzi, presa di posizione eroica, patriottica e salvifica per il Paese"

La coordinatrice provinciale di Rovigo per Italia Viva difende la decisione del proprio leader per aver spostato l'attenzione sul tema di come usare il Recovery Plan

3
Succede a:
ROVIGO - Mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è alla ricerca della legittimazione da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per procedere con le nomine dei nuovi ministri in surroga ai dimissionari di Italia Viva, ed il probabile "rimpasto" con i neosostenitori di Cinquestelle e Partito Democratico, attraverso un terzo incarico fiduciario fino al termine della legislatura, l'ipotesi di un governo tecnico, senza Giuseppe Conte, non è escluso.

Comunque vada, per Arianna Corroppoli, coordinatrice provinciale per Rovigo del partito di Matteo Renzi questa è senza mezzi termini l'ultima chiamata per l’Italia.

"Affermare che questa sia una crisi di governo stupida come i personaggi che sono in campo è un’affermazione che, per uso dei termini e per scarso approfondimento dei motivi - scrive Corroppoli - lascia facilmente intendere quanto il muro contro muro si fatto solo di odio e reticenze personali e quanto poco invece di lettura obiettiva delle cause che hanno spinto Matteo Renzi e Italia Viva a mettere il governo, del quale facevano parte, di fronte alla assunzione di responsabilità di fare scelte oculate, ponderate, importanti per il Paese".

Aprendo la crisi Matteo Renzi ha due obiettivi politici di medio respiro che potrebbe coltivare, il primo quello di interrompere la guida di Giuseppe Conte, a favore di un governo tecnico, con nuove maggioranze, forse senza il peso preponderante dei Cinquestelle che, per sopravvivere, dovrebbero appiattirsi sulle posizioni del Pd, il secondo, di proporsi come guida dell'opposizione per quello che potrebbe essere l'esito delle future elezioni politiche, ovvero la vittoria del centrodestra con Giorgia Meloni e Matteo Salvini.
L'occasione della crisi è stata la definizione del commissario dell'Unione europea Gentiloni sul Recovery Plan: "Per l’Italia è l’occasione della vita".

"Questi soldi devono necessariamente essere utilizzati, non solo per affrontare la crisi pandemica - insiste Corroppoli - ma anche e soprattutto per affrontare una volta per tutte, occasione più unica che rara di avere a disposizione una cifra di denaro così grossa, una cifra che non avevamo mai visto e che non rivedremo, le riforme di cui il Paese ha un bisogno enorme.

Ultima chance per ammodernare l’economia della Penisola, renderla competitiva, unico modo per rilanciare la crescita fondamentale e invertire il trend del debito pubblico e rimanere, consapevolmente e positivamente, agganciati all’Eurozona. Questi denari devono essere dunque utilizzati in maniera accorta, lungimirante, avveduta e condivisa in infrastrutture e investimenti su istruzione, digitalizzazione, rivoluzione green. Pertanto bene ha fatto Matteo Renzi a riportare l’attenzione sul tema vero.

Il mancato rispetto della promessa del Premier Conte di lavorare al Recovery Plan già l’estate scorsa è stato più volte incalzato e sollecitato da Matteo Renzi, senza risposta, senza riscontro. Ora affermare che Renzi abbia scatenato la crisi in piena pandemia prevede una visione molto faziosa e ottusa. Riconoscere che Matteo Renzi abbia invece avuto il coraggio politico ed istituzionale di spostare l’occhio di bue del Parlamento e dell’opinione pubblica dai nomi, dai partiti, dai singoli punti di vista, ai temi, prevede sostanzialmente una presa di posizione molto eroica, molto patriottica e probabilmente meno salvifica dello status di ciascuno degli attori in campo.
Dire che questa odierna è una crisi folle denota miopia rispetto all’avvenire e confondere immobilismo e congelamento di idee e proposte, con responsabilità nei confronti del Paese.

Come coordinatrice territoriale di Italia Viva, in questo momento storico, ritengo non sia possibile ragionare in maniera contingente, con scarso respiro, senza visione. Ce lo chiedono i nostri figli. Glielo dobbiamo.
Mamma di uno studente liceale, in didattica a distanza da mesi e responsabilmente molto solo, e di due espatriati per motivi di lavoro e crescita individuale e personale.

Ce lo chiedono i nostri figli e glielo dobbiamo".
Articolo di Lunedì 25 Gennaio 2021

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it