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GIORNATA DELLA MEMORIA

Attacco hacker durante la prima giornata dedicata alla Shoah, indagano Polizia postale e Digos

Incredibile episodio martedì 26 gennaio durante il webinar con gli studenti del Primo Levi di Badia Polesine (Rovigo), attacco informatico mentre Rachele Cicogna parlava a 400 studenti

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Mentre il sindaco Giovanni Rossi pensa di affidare ad un comunicato istituzionale la composta indignazione della comunità badiese per l’incommentabile episodio di stupidità registrato oggi all’Istituto superiore Primo Levi dove, durante la prima delle due giornate commemorative della Shoah, qualcuno ha hacherato il webinar costringendo gli organizzatori alla sospensione.

Il dirigente Amos Golinelli ha affidato alla Polizia postale e alla Digos il compito di rintracciare lo scellerato che si è permesso d’interferire il secondo intervento di Rachele Cicogna. “Spero tanto che la Polizia chiarisca che l’autore o gli autori del fattaccio con inneggiamenti assurdi non sia un nostro studente, ha commentato Golinelli, preoccupato perché in quel caso dovremmo ammettere d’aver sbagliato qualcosa”. “Del resto, ha aggiunto il preside controllare meticolosamente una tale quantità di accessi è pressoché impossibile”.

Per la cronaca, alla quarta ora era previsto il secondo incontro online con la relatrice ma (LEGGI ARTICOLO), presto si sono verificate interferenze e diverse interruzioni, da un account non riconoscibile. Un hacker (al momento) anonimo si è inserito dapprima con “faccetta nera”, poi con le proverbiali bestemmie di Germano Mosconi e con tanto di brano finale di “bello figo”. Ad ogni interruzione i docenti collegati erano costretti a buttar fuori il disturbatore dalla piattaforma ma questo, puntualmente, rientrava costringendo tutti all’interruzione del webinar. Alla fine i docenti hanno dovuto interrompere l'incontro.

Rachele, seppur infastidita, ha voluto sdrammatizzare ridimensionando l’accaduto “… per rispetto dei 400 ragazzi che hanno invece manifestato vivo interesse” per le sue narrazioni. Quattrocento a uno parrebbe consolatorio e l’isolato imbecille non meriterebbe l’onore della cronaca se non fosse, come amava citare Giancarlo Cicogna “…che la mamma degli imbecilli è sempre incinta per cui è bene ricordarlo come sia sempre meglio rapportarsi con un malvagio piuttosto che con un imbecille, perché il primo talvolta si stanca e si riposa, l’altro mai”.

Tuttavia Rachele insiste: “Voglio evitare assolutamente qualsiasi strumentalizzazione politica dell’accaduto, mentre ho costatato invece un interesse sorprendente per quel che raccontavo, a conferma di quel che ho anticipato ieri nell’intervista con la vostra testata”. Un equilibrio che le fa onore ma che nulla toglie alla gravità dell’episodio. Spetta ora all’autorità di polizia cercare d’individuare l’autore e verificare se ci siano gli estremi del reato.

Anche il Sindaco è convinto che questi sciocchi non meritino molta attenzione.

Qualche riflessione però s’impone e, forse, non basta il biasimo se poi non ci s’interroga sull’origine di questa stupidità, così come sui possibili effetti emulativi sollecitati da taluni comportamenti per così dire “disinvolti” assunti anche da certe figure istituzionali, tarantolate nel voler apparire a tutti i costi sui media, con pessimi esempi di negligenza civica.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Martedì 26 Gennaio 2021

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